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Per sottoporre un quesito a FNOVI si raccomanda di utilizzare il form della sezione contatti selezionando "FARMACO" come oggetto della richiesta.
Nei quesiti devono essere indicati nome e cognome (che non saranno pubblicati) e numero di iscrizione all'Ordine dei medici veterinari o dei farmacisti.
Domande e risposte saranno pubblicate in questa sezione e al mittente sarà inviata una mail che avvisa della pubblicazione.
Si precisa che per quanto attiene ai documenti citati (leggi, note e circolari ministeriali, foglietti illustrativi, siti internet o altre fonti) il loro contenuto è riferito al momento della risposta, se non altrimenti indicato.


Domanda nr. 424 Inserita il 19/05/2015
Domanda:

A norma del Decreto Legislativo 193/06 art. 76 il farmacista deve inviare copia della ricetta entro 7  giorni, se non la invia entro i 7 giorni che provvedimenti si possono adottare?

Risposta:

Nel caso in cui il farmacista ometta o ritardi l’invio della copia azzurra della RNRTC, così come previsto dal comma 3 dell’art. 76 del D.lgs. 193/06, l’impianto normativo non prevede una sanzione specifica. L’art. 108, comma 11 dello stesso decreto legislativo infatti sanziona solamente chi fornisce medicinali veterinari senza la prescrizione prevista dal citato articolo 76, comma 3. Nulla prevede invece per l’omesso invio. Inoltre, trattandosi di sanzioni amministrative, vigono i principi di legalità ed il divieto di analogia sanciti dall’art. 1 della legge 689/81 (testo fondamentale in materia di violazioni amministrative) che prevede che “Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione. Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati”. A conferma di ciò, c’è anche la nota ministeriale del 29/03/2012 in risposta al quesito della FNOVI. Pertanto, poiché la normativa non prevede sanzioni amministrative a carico del farmacista che non trasmetta alla ASL competente copia della RNRTC, l’unico intervento riguarda la segnalazione all'Ordine Farmacisti per violazione codice deontologico.


Domanda nr. 423 Inserita il 19/05/2015
Domanda:

Qual è la sanzione per il farmacista che spedisce (nel senso di evadere) una ricetta ripetibile veterinaria relativa ad animali da compagnia ma priva della specie animale e, in generale, per una ricetta incompleta dei formalismi contemplati dalla normativa?

Risposta:

Essendo la domanda molto vasta si rimanda alla seguente tabella dalla quale si potrà desumere come non ci sia, in alcuni casi, la certezza normativa. Per quanto riguarda il rifornimento di medicinali veterinari, si rammenta come sia un obbligo deontologico del farmacista evadere le prescrizioni solo se correttamente compilate. La segnalazione all’Ordine dei farmacisti è dunque sempre possibile.


Domanda nr. 422 Inserita il 13/05/2015
Domanda:

Sono unico intestatario, e quindi Direttore Sanitario e responsabile dell’armadietto farmaci di un Ambulatorio Veterinario nel quale collaborano altri Medici Veterinari. Nel compilare la ricetta per l’approvvigionamento farmaci per scorta impianto tale ricetta deve sempre essere redatta da me, quindi con il mio timbro come prescrittore e con luogo di destinazione la struttura, oppure può essere stilata anche da uno dei collaboratori, (quindi con un nominativo diverso da quello del direttore sanitario e responsabile) indicando come luogo di destinazione la struttura stessa?

Risposta:

La legge ascrive al DS la responsabilità delle scorte non la gestione e quindi neanche il materiale di approvvigionamento. Pertanto la RNRTC per scorta dell'impianto può essere redatta anche da altro medico  veterinario autorizzato dal DS. 


Domanda nr. 421 Inserita il 13/05/2015
Domanda:

In merito alla compilazione della ricette per la prescrizione di farmaci da utilizzare in animali da reddito, poiché sono previsti i TS (tempi di sospensione) da latte,carne ecc..che a loro volta sono correlati ad una determinata posologia prevista dalla A.I.C. e alla quale il medico veterinario si deve attenere per rispettare i TS indicati nel bugiardino dalla ditta produttrice chiedo se sia possibile, e se si incorre in una sanzione, indicare nella ricetta al campo posologia : vedi A.I.C specificando comunque i giorni di terapia. Faccio inoltre presente che in queste aziende e' presente un manuale di Buone Pratiche di Utilizzo del Farmaco in cui tra l'altro sono specificate le modalità e posologia dei farmaci utilizzati in azienda.

Risposta:

No, non è possibile, in quanto nel modello di ricetta del 193/2006 è specificatamente previsto che il medico veterinario indichi in maniera chiara e leggibile la posologia e la durata del trattamento. Si fa presente che, oltre al fatto che in molti AIC (bugiardini) sono previsti diversi schemi posologici (dosaggi e durata dei trattamenti) in merito a diverse patologie e differenti TS a seconda della via di somministrazione, il TS è quello minimo e il Veterinario, in funzione di diverse valutazioni, potrebbe decidere di aumentarlo. La compilazione completa della ricetta è un atto medico veterinario previsto nella sua completezza anche dall’art. 167 del TULLSS che richiede espressamente per la ricetta non ripetibile "la dose della specialità prescritta e l'indicazione del modo di somministrazione o di applicazione nei riguardi del mezzo e del tempo". Il 167 parlando genericamente di ricetta non ripetibile, in assenza di previsioni diverse del 193 é applicabile anche alla RNRTC.


Domanda nr. 420 Inserita il 27/04/2015
Domanda:

Riguardo il registro degli stupefacenti si chiede se il numero progressivo di carico/scarico di un singolo stupefacente debba mai essere riazzerato (al cambio di anno, o al cambio di pagina) o debba essere sempre crescente. Chiedo anche cosa si debba fare al cambio di pagina di uno stupefacente (oltre a riportare la giacenza è anche da indicare la pagina nella quale segue lo scarico?) Il Sindaco non mi ha numerato le pagine, come mi devo comportare?

Risposta:

La numerazione deve essere senza soluzione di continuità. Quindi ogni anno é indifferente se si ricomincia da 1 o si prosegue di seguito. L'importante é che nel primo caso non si ricominci da 2 e nel secondo caso che non si saltino dei numeri. Al cambio pagina bisogna inserire "continua a pag ..." nella pagina di provenienza e "continua da pag ..." nella pagina di destinazione. Se la pagina di destinazione risiede in un registro diverso da quella di provenienza nelle due diciture bisognerà specificare anche i numeri dei registri.  Il registro deve essere numerato e vidimato. Se non é stato numerato bisogna farlo. Correttezza vorrebbe comunque che la numerazione venisse effettuata a cura del titolare del registro prima della vidimazione anche perché nel registro dovrebbe essere inserita la dicitura "il presente registro si compone di n. ... pagine numerate da ... a ..."  


Domanda nr. 419 Inserita il 27/04/2015
Domanda:

Dovrei utilizzare la soluzione al solfuro di calce al 2,5% per un gatto. Tale farmaco non è presente in Italia ma è presente negli Stati Uniti ed è registrato per il gatto. Dovrei utilizzarlo per la demodicosi felina. Volevo sapere, qualora riuscissi a procurarlo, se rischio legalmente.

Risposta:

La normativa europea, recepita in Italia dal DLgs 193/06 vieta l’utilizzo di farmaci che non siano autorizzati dalle autorità competenti dei singoli Stati membri. Il che significa che l’AIC deve essere validata dal Ministero della Sanità. La fattispecie contemplata è dunque vietata. L’articolo contravvenuto è il 9 comma 1. del citato decreto che prevede una sanzione da euro 10.329,00 a euro 61.974,00 tenendo conto che l’autorità di controllo deve applicare il doppio del minimo o il terzo del massimo (in questo caso coincide la somma).


Domanda nr. 418 Inserita il 27/04/2015
Domanda:

Mi sono giunti in allevamento, come campioni gratuiti, alcuni medicinali con la dicitura "PER PROVA CLINICA - VIETATA LA VENDITA"  con bolla analogamente contraddistinta. Posso caricarli in armadietto regolarmente con tale dicitura?

Risposta:

Questi farmaci si devono ricettare come gli altri farmaci. In questo modo però devono passare dal farmacista/grossista, mentre in questo caso sembra  siano pervenuti direttamente dal produttore. Questa via è possibile solo se la prova è autorizzata dal ministero. Questo comporta però una procedura dedicata. Il medico veterinario deve essere in possesso del protocollo scientifico. Ovviamente i medicinali vengono ascritti al medico veterinario che é previsto effettui lo studio. Testo del decreto di riferimento.


Domanda nr. 417 Inserita il 27/04/2015
Domanda:

In caso di ricetta non ripetibile, nell'ipotesi in cui l'animale non sia di proprietà di una persona fisica ma giuridica (canile, scuderia, ecc.) è possibile indicare sulla ricetta, al posto del nome e cognome del proprietario dell'animale, i dati di dette attività?

Risposta:

Si. Va indicato  il nome (ragione sociale) e l'indirizzo della società in quanto il legale rappresentante é il responsabile dell'animale.   


Domanda nr. 416 Inserita il 27/04/2015
Domanda:

E' possibile acquistare un farmaco umano, non commercializzato in Italia, presso farmacie di paesi extracomunitari. In particolare mi riferisco all'acquisto di Fungizone sospensione orale ®(anfotericina B), presso lo Stato del Vaticano o in Svizzera. In caso contrario, qual è la norma che disciplina questa materia? Posso approvvigionarmi di tale farmaco presso farmacie di Paesi comunitari (es Francia, Spagna)?

Risposta:

No. Non è possibile. L'unico utilizzo in deroga concesso è quello degli articoli 10 e 11 del DLgs 192/06 che indica chiaramente come il veterinario possa rifornirsi di medicinali veterinari, e non umani, in un Stato membro della UE nel rispetto rigoroso della cascata


Domanda nr. 415 Inserita il 15/04/2015
Domanda:

Volendo utilizzare per un'enterite linfoplasmocitaria del cane diagnosticata con biopsia, la tylosina ( Tylan® solubile ) incapsulata; è un uso in deroga che non richiede farmacovigilanza sia per il Dl 193 sia per la direttiva2001/82/CE? posso fare ricetta triplice copia a nome del proprietario?

Risposta:

Per l’uso in deroga consentito si richiama alla Faq 302. Si ricorda che la decisione, con l’attuale normativa, non contempla, escluso per i cavalli in alcune circostanze, l’esperienza personale o la valutazione della letteratura scientifica tra le motivazioni dell’uso in deroga. Per la ricetta, essendo il Tylan® registrato anche per animali da reddito, la risposta è affermativa.


Domanda nr. 414 Inserita il 15/04/2015
Domanda:

Vorrei sapere se data l'immissione sul mercato di un farmaco specifico per l'epilessia per il cane (Pexion® ) siamo comunque autorizzati a prescrivere il gardenale o luminale in quanto il pexion è indicato solo per l'epilessia primaria, e quali indicazioni seguire per la specie felina.

Risposta:

La risposta è contenuta nella faq n° 207 tenendo conto della data di pubblicazione ossia, che il Pexion® non è più un “nuovo” farmaco e del fatto che è registrato solo per il cane. Per quanto riguarda il gatto, non esistendo medicinali appositamente autorizzati per la cura dell’epilessia in questa specie, il medico veterinario è libero di prescrivere in deroga la terapia che ritiene più conveniente.


Domanda nr. 413 Inserita il 15/04/2015
Domanda:

Vorrei sapere se è possibile per un veterinario libero professionista acquistare farmaci dell'uomo ad uso ospedaliero. In particolare mi riferisco al gabesato mesilato, farmaco impiegato nell'uomo per la pancreatite.

Risposta:

Si ma solo come scorta di impianto di cura (ambulatorio-clinica veterinaria)  e da usare in deroga (art.10) esclusivamente presso la struttura (art.84, comma 6). Non è possibile acquistarli, invece, per un titolare di scorta uso zooiatrico o per uso professionale.


Domanda nr. 412 Inserita il 15/04/2015
Domanda:

In un impianto di allevamento di cavalli sia DPA che non DPA, autorizzato alla detenzione di scorte di medicinali, può essere tenuto il Prequillan® cavalli? Oppure questo farmaco rientra nei farmaci anestetici del Decreto 28 luglio 2009 che prevede vengano detenuti solo dal medico veterinario?

Risposta:

Per gli anestetici per via generale ed eutanasici esiste l'obbligo della detenzione da parte del medico veterinari, quindi non possono essere messi in scorta in allevamento. Cosa diversa per tutte le altre categorie di medicinali del DM 28 luglio 2009, per le quali esiste l'obbligo della somministrazione da parte del medico veterinario e quindi possono essere messi anche in scorta. Per quanto riguarda il caso specifico del Prequillan® dato che il foglietto illustrativo lo definisce quale  “sedativo” , potrà essere messo in scorta.


Domanda nr. 411 Inserita il 08/04/2015
Domanda:

Vorrei porre un quesito in merito alla seguente casistica:impianto di cura  in cui lavorano due colleghi "A" e "B" separatamente senza costituire una società (ossia 2 partite IVA). L’Ausl rilascia un'autorizzazione alla scorta intestata al rappresentante legale dell'ambulatorio che è anche il direttore sanitario (A). La scorta viene alimentata attraverso l'acquisto di farmaci con RNRTC e bolla d'acquisto  fatte da A (con la propria partita IVA) per i farmaci che userà A e fatte da B per i farmaci usati da B (con la propria partita IVA). I farmaci stupefacenti vengono scaricati su un unico registro, intestato all'ambulatorio,  da entrambi i colleghi. I farmaci ceduti ai proprietari degli animali vengono registrati su due registri diversi intestati rispettivamente uno ad A e uno a B. La fatturazione delle prestazioni veterinarie ai clienti viene fatta con due partite IVA diverse. Le domande sono queste: - è possibile alimentare una scorta farmaci con due partite IVA diverse? - è giusto scaricare i farmaci ceduti ai proprietari degli animali su due registri diversi? - è giusto avere un unico registro per lo scarico  stupefacenti? - non sarebbe meglio avere due autorizzazioni alla scorta ambulatoriale separate? è possibile  averle nello stesso impianto di cura?

Risposta:

Le questioni fiscali non sono da confondere con la tracciabilità del farmaco che nella fattispecie descritta sembra assicurata con l’evidenza di un direttore sanitario responsabile della scorta e un elenco dei professionisti aventi accesso, responsabili delle rispettive registrazioni. Infatti, sia il 193 che il 309 individuano nel direttore sanitario il responsabile delle scorte di medicinali, cosa che quindi vale anche per gli studi associati, uniche strutture di questa tipologia che prevedono questa figura. L'unico distinguo potrebbe essere fatto relativamente al soggetto autorizzato all'approvvigionamento dei medicinali. Infatti mentre il 193 non dice mai che le ricette per scorta devono essere redatte dal direttore sanitario, il 309 sembrerebbe disporre che chi approvvigiona tiene il registro per cui se gli stupefacenti vengono richiesti dal direttore sanitario si tiene un registro per lo studio associato, mentre se i medici veterinari associati richiedono ognuno per sé allora ognuno deve tenere un proprio registro.


Domanda nr. 410 Inserita il 08/04/2015
Domanda:

In merito alla variazione della normativa sull'inquadramento degli stupefacenti e relativa ricettazione di tali farmaci per una clinica veterinaria, per ketamina, butorfanolo, metadone, mi è stata rifiutata la ricetta perché vi era la dicitura "medicinale incluso nella Tabella II, sezioni A, B, C di cui all'art 14 del citato D.P.R." dicendomi che la normativa è variata ed ora tali sostanze sono nella sezione denominata "medicinali". D'altra parte la farmacia da cui ancora ordino parte di questi stupefacenti mi accetta ancora questo tipo di dicitura in ricettazione. Volevo sapere se e come devo correttamente variare la formulazione della ricetta veterinaria per stupefacenti (fino ad ora mi attenevo a questo fac-simile). Esistono sanzioni per errori di questo tipo? E’ disponibile un nuovo fac-simile con la dicitura corretta?

Risposta:

Il DL 20 marzo 2014, n. 36 ha apportato alcune modifiche al DPR 309/90 (principalmente su sistema sanzionatorio) ed ha modificato anche le Tabelle, introducendo una ripartizione in cinque tabelle nelle quali sono iscritti tutti gli stupefacenti e le sostanze psicotrope: Nelle prime quattro tabelle sono elencate le sostanze stupefacenti e psicotrope poste sotto controllo internazionale e nazionale.
Nella nuova Tabella dei medicinali sono invece inseriti i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti e psicotrope di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario ed il regime di dispensazione. La Tabella mantiene la suddivisione nelle sezioni A, B, C, D ed E e le relative modalità di prescrizione e di dispensazione. Tabella riassuntiva.
 Nell’Allegato III-bis rimangono sempre inclusi i medicinali che usufruiscono delle modalità prescrittive semplificate. L’istituzione della nuova Tabella dei medicinali è stata fatta in maniera tale che non fossero modificati il sistema di prescrizione, dispensazione e registrazione degli stupefacenti in atto ormai da alcuni anni. La richiesta del veterinario in tre copie rimane identica ma anziché riportare «Tabella II, Sezioni A, B e C», deve indicare «Tabella dei medicinali, Sezioni A, B e C». Si allega il nuovo modello Per quanto riguarda le sanzioni, non esistono. Trattandosi di un documento amministrativo “richiesta in tre copie (art. 42 del DPR 309/90)” una sua produzione scorretta può comportare al massimo l'invalidità della stessa. 
Per quanto attiene al rifiuto del farmacista si allega un modello che rispetta le nuove misure di legge.


Domanda nr. 409 Inserita il 08/04/2015
Domanda:

Vorrei sapere se l'indicazione del prezzo al pubblico sui farmaci e vaccini ad uso veterinario è un obbligo di legge e in questo caso da quale normativa genera tale obbligo.

Risposta:

L'art. 58 comma 1 lettera m) del D.L.gs 193/06 riguardo l'etichettatura dei medicinali dice di riportare " l'eventuale indicazione concernente il prezzo di cui all'articolo 63" e l'Art. 63 recita "Indicazione del prezzo 1. Le disposizioni contenute nel presente Titolo non pregiudicano, salve le disposizioni concernenti le condizioni di distribuzione al pubblico, l'indicazione del prezzo massimo al quale il medicinale veterinario può essere venduto al pubblico e la proprietà industriale" Pertanto l'indicazione del prezzo dei farmaci veterinari sulla confezione è facoltativo e là dove viene indicato è da ritenersi quello massimo (quindi, non è obbligatorio riportare il prezzo del medicinale sulle confezioni dei medicinali). Infatti, esistono già in commercio farmaci senza indicazione del prezzo al pubblico.


Domanda nr. 408 Inserita il 08/04/2015
Domanda:

E’ possibile utilizzare l'etere dietilico liquido come anestetico generale, su ratti da esperimento, in uno stabilimento utilizzatore? Se si,come va prescritto, come scaricato, chi lo può usare?  Inoltre in quale normativa è menzionato e inquadrato, come anestetico generale?

Risposta:

Premesso che il quesito attiene anche alla materia della normativa sugli animali utilizzati a fini sperimentali (D.Lgs 4 marzo 2014 n.26, "Attuazione direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici)  l’etere dietilico è una sostanza farmacologicamente attiva e dunque, ai sensi del DLgs 193 non può essere utilizzato. Inoltre nel caso esistesse un farmaco autorizzato come anestetico generale per topi e altri animali da laboratorio si rimanda  alla FAQ n° 302.
La Farmacopea Ufficiale  classifica l’etere dietilico come narcotico, il che non equivale ad anestetico generale anche se questo, dal punto di vista farmacologico non viene confermato.
Altre considerazioni riguardano la possibilità dell’etere dietilico, di essere utilizzato con una formulazione galenica, invocando l’ammissibilità dell’uso in deroga in ragione di una sua più consona via di somministrazione, da documentare, rispetto ai prodotti registrati per ratti o altri animali.


Domanda nr. 407 Inserita il 07/04/2015
Domanda:

Mi sarebbe molto utile un vostro parere circa la numerazione delle copie gialle delle ricette non ripetibili in triplice copia conservate dall'allevatore/utente. Questo adempimento, pur non obbligatorio ai sensi dell'articolo 79 del D.Legislativo 193/2006, viene fortemente consigliato dalla Nota Ministeriale n. 18361 del 15/09/2009 per garantire, "unitamente alla sua data, l'univocità della ricetta stessa e quindi i dati in essa contenuti".

Risposta:

La risposta è contenuta nella domanda. Le note ministeriali non hanno nessun valore di legge.
Si richiama a tal proposito la sentenza di Cassazione – Sezioni unite civili, e dunque avente valore di interpretazione autentica di legge, del 9 ottobre – 2 novembre 2007, n. 23031 nella quale esplicitamente si può leggere come “Per la sua natura e per il suo contenuto (di mera interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle riconosciuta alcuna efficacia normativa esterna, la circolare (o la nota n.d.r) non può essere annoverata fra gli atti generali di imposizione, impugnabili innanzi al giudice amministrativo.” Questo fatto era già noto ma, fatto ancor più rilevante, questa sentenza per la prima volta esprime anche altri concetti che sono: “La circolare nemmeno vincola, a ben vedere, gli uffici gerarchicamente sottordinati, ai quali non è vietato di disattenderla senza che per questo il provvedimento concreto adottato dall'ufficio possa essere ritenuto illegittimo "per violazione della circolare"..... La circolare non vincola addirittura la stessa autorità che l'ha emanata, la quale resta libera di modificare, correggere e anche completamente disattendere l'interpretazione adottata.”


Domanda nr. 406 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

In merito alla distruzione dei medicinali stupefacenti scaduti o deteriorati si richiede se la preventiva autorizzazione in tal senso da parte del Ministero della Salute (prevista dall'art.25-bis del DPR 309/90) sia richiesta anche per le strutture veterinarie; si richiede inoltre se esistono indicazioni normative riguardo allo smaltimento delle mezze fiale di farmaci stupefacenti utilizzate dai medici veterinari.

Risposta:

La normativa é carente. Infatti il DPR 254/2003 rimanda al DPR 309/1990 il quale tuttavia tratta solo di sostanze stupefacenti e non di medicinali (ad eccezione - vd art. 25bis - di quelli detenuti dai produttori e dai farmacisti). 
Le procedure in esame pertanto possono essere ricercate solo in disciplina locale (per esempio linee guida) o circolari ministeriali, le quali tuttavia non hanno valore di legge.  In ogni caso l'autorizzazione di cui all'art. 25 del DPR 309/1990 non è applicabile alle strutture veterinarie, riferendosi specificatamente alle "sostanze" farmacologicamente attive, non possono riguardare le strutture veterinarie che come é noto, ai sensi del D. Lgs. 193/2006 non possono né detenerle né utilizzarle. 


Domanda nr. 405 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

I vaccini per animali d’affezione (nel mio caso cane e gatto), comprati come scorta propria e tenuti presso il proprio domicilio, devono essere conservati obbligatoriamente in un frigorifero dedicato o è possibile conservarli anche in uno scomparto dedicato del frigo di casa? Per gli altri farmaci, che non siano stupefacenti o farmaci destinati ad animali da produzione di alimenti, deve essere previsto un armadio o locale simile chiuso a chiave?

Risposta:

La legge non indica l’obbligo di un frigorifero dedicato tuttavia all'atto dell'autorizzazione alla scorta propria ciò che viene autorizzato è il locale ove verranno conservati i medicinali e dunque all’atto della domanda deve essere indicata l'esatta ubicazione come previsto dal testo di legge (che tuttavia non fa esplicito riferimento ad una planimetria che potrà dunque essere eventualmente fornita anche in carta semplice in sostituzione di una minuziosa identificazione dei locali)    dove tali medicinali verranno custoditi (comma 1, art.85). Il locale dovrà essere idoneo (illuminato e/o illuminabile, dotato di porta eventualmente chiudibile a chiave e che i medicinali vengano conservati al riparo della luce diretta e che ci sia una presa di corrente funzionante se fosse necessario un frigorifero per conservare i medicinali che abbisognano di tale tipo di conservazione.
Nell'atto di autorizzazione viene dichiarato che il titolare della scorta si impegna a che il locale autorizzato possa essere in ogni momento controllato (comma 2, art.85).
Quindi i medicinali devono essere conservati in detto locale. Slavo che norme locali dispongano diversamente, non c'è scritto da nessuna parte, che il locale debba essere ad esclusivo uso di conservazione dei medicinali della scorta, ma va da se che in ogni caso le altre attività presenti in detto locale (es. ufficio) siano compatibili con l'attività di scorta e che in ogni caso chi entra in detto locale sia il medico veterinario o altra persona in sua presenza essendoci una scorta ad uso proprio.
Per gli altri farmaci, che non siano stupefacenti non è obbligatorio un armadio, ma se trattasi di locale promiscuo ad altre attività, l'armadio chiudibile a chiave diventa obbligatorio in quanto esso stesso diventerà il locale autorizzato a custodire i medicinali. Per quanto attiene ai vaccini dovranno essere conservati nel frigorifero presente in detto locale autorizzato.
Così anche il frigorifero se posto in locale promiscuo, dovrà essere chiudibile a chiave.
Se nel locale chiuso entra solo il medico  veterinario, i medicinali possono essere anche conservati in ripiani tranne quelli che vanno in frigorifero. In alternativa, nel caso di tenuta dei  medicinali della scorta in un frigorifero non dedicato, una cassetta chiudibile a chiave, dedicata ai farmaci, potrebbe essere considerata sostitutiva.
Si rammenta comunque sempre di riferirsi anche, per questi particolari, al recepimento dell'Accordo Stato Regioni.  


Domanda nr. 404 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

Quali sono i farmaci ad uso veterinario a base di Buserelin acetato registrati in Italia per l' utilizzo sul coniglio?

Risposta:

La Banca Dati Medicinali Veterinari del Ministero nel percorso - Temi e Professioni - Animali - Medicinali - sulla destra Banca Dati Medicinali Veterinari mostra come risultato: RECEPTAL Intervet, VETERELIN Laboratorios Calier, PORCEPTAL Intervet.
Oppure è possibile consultare il Prontuario AISA, dove si trovano i farmaci delle Aziende associate ad AISA e che copre circa l'85% dei medicinali autorizzati in Italia.


Domanda nr. 403 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

In merito ai vaccini anti-influenzali per uso nel suino autorizzati in Italia, vorrei sapere se fosse disponibile una lista di quelli in uso in Italia, non avendone trovata una completa aggiornata ad oggi (l'ultimo report ufficiale trovato risale a quello dell'EFSA- EFSA Journal 2010;8(10):1770.

Risposta:

Per avere indicazioni di quali sono i medicinali veterinari autorizzati in Italia, le fonti sono: 1) Banca Dati Medicinali Veterinari Ministero della Salute
2) Prontuario AISA
3) Informatore Farmaceutico Veterinario 2014
4) Prontuario Terapeutico Veterinario - Medicina del cane e del gatto, Medicina degli animali esotici 2014 SCIVAC.


Domanda nr. 402 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

L'allevatore che non impiega e non  ha mai impiegato i  trattamenti previsti dall'art.4 del Decreto legislativo 158/06 è obbligato a tenere il registro previsto dallo stesso decreto.

Risposta:

La norma impone la registrazione del trattamento su un registro vidimato, ma non impone di disporre di un registro. Ne consegue che la tenuta del registro è d’obbligo solo in presenza di prescrizioni e/o di somministrazione di medicinali.


Domanda nr. 401 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

Un medico veterinario prescrive un antibiotico con  ricetta in triplice copia per  un bovino di un allevatore ma non annota sul registro dei trattamenti i dati prescritti (natura del trattamento,tempo di sospensione, firma,etc). L'allevatore invece annota sul registro (regolarmente vidimato dalla ASL) l'inizio e la fine del trattamento e la natura dello stesso, l'identificazione dell'animale, i tempi di sospensione e  possiede copia della ricetta e la relativa fattura. L'allevatore è i sanzionabile alla luce delle norme vigenti?

Risposta:

No, l'allevatore non è sanzionabile. E’ invece sanzionabile il medico veterinario.


Domanda nr. 400 Inserita il 03/04/2015
Domanda:

Nella compilazione della ricetta triplice per approvigionamento di scorta propria un veterinario ippiatra libero professionista senza struttura ha l'obbligo di riportare ogni volta il numero di autorizzazione alla scorta (sulla ricetta stessa), nello spazio "B"?

Risposta:

Il modello di ricetta riporta "parte da compilarsi a cura del titolare o conduttore DELL'IMPIANTO" e, di seguito "solo per fornitura di scorta AI SENSI DELL'ART. 80".
L’articolo 80 a sua volta nel riferirsi all’articolo 65 indica chiaramente come sia da intendersi per “impianto” un luogo “in cui vengono curati, allevati, e custoditi professionalmente animali”. Tale obbligo non sussiste dunque per la casistica descritta.   


Domanda nr. 399 Inserita il 24/03/2015
Domanda:

Vorrei sapere il numero della circolare esplicativa emanata dal Ministero della Salute in merito alla obbligatorietà della tenuta (anche se "in bianco") del registro di carico e scarico della scorta propria da parte del medico veterinario.

Risposta:

Si tratta della nota 7601 del 12 luglio 2007 del Ministero della Salute avente per oggetto Farmaco veterinario Richiesta chiarimenti.


Domanda nr. 398 Inserita il 24/03/2015
Domanda:

Vorrei sapere se antiparassitari e vermifughi, per piccoli animali e animali sportivi non destinati all'impiego alimentare, possono essere liberamente venduti senza la presenza di un farmacista in azienda. Dove è possibile consultare in tempo reale l'elenco dei prodotti medicinali senza ricetta che si possono vendere negli esercizi commerciali, in assenza di farmacista? Sono necessarie particolari autorizzazioni per la vendita di vermifughi per uso ORALE? E gli omeopatici? Sono considerati essi stessi prodotti in libera vendita?

Risposta:

Secondo l’Art. 90 del D.L.gs 193/06 la vendita al dettaglio e all'ingrosso dei medicinali veterinari ad azione antiparassitaria e disinfestante per uso esterno può essere effettuata anche negli esercizi commerciali rientranti nella relativa tabella merceologica purchè non sia previsto obbligo di prescrizione medico-veterinaria e tali esercizi si approvvigionano dei predetti medicinali veterinari dai fabbricanti titolari di AIC e dai grossisti autorizzati.
Si parla di antiparassitari per uso esterno, non di vermifughi.
L’elenco dei medicinali senza obbligo di prescrizione si può trovare nella Banca Dati del Ministero della Salute  (sito del Ministero) e nel Prontuario AISA, anche se non completamente esaustivo perché non sono presenti tutti i medicinali veterinari presenti sul mercato.
“libera vendita” significa senza obbligo di prescrizione (SOP) , non che chiunque li può vendere.
Gli altri medicinali, anche se senza obbligo di prescrizione, sono venduti dai grossisti con vendita diretta o in farmacia/parafarmacia. In base all’art 90 D.lgs. 193/06 e Comunicato 11 agosto 2007, i prodotti cd di “libera vendita” comprendono: - i SOP ad azione antiparassitaria e disinfestante per uso esterno; - ma anche i SOP destinati esclusivamente per i pesci di acquario, gli uccelli da gabbia e da voliera, i piccioni viaggiatori, gli animali da terrario, i furetti, i conigli da compagnia e i piccoli roditori.


Domanda nr. 397 Inserita il 24/03/2015
Domanda:

Un medico veterinario che non ha fatto richiesta a detenere scorte può autoprescriversi in caso di necessità un anestetico, autorizzato per cani e gatti da utilizzare per animali da compagnia, quali lo Zoleti® l o il Domitor® ?

Risposta:

Per quanto riguarda Zoletil® e Domitor® la risposta é sempre affermativa.
Per quanto riguarda l'anestetico é affermativa purché non si tratti di medicinale ad uso ospedaliero. Nel caso poi l'anestetico fosse un medicinale stupefacente l'autoprescrizione dovrà essere effettuata secondo le modalità previste dal DPR 309/1990. 


Domanda nr. 396 Inserita il 18/03/2015
Domanda:

L'uso in ambulatorio di concentratori di ossigeno è legale?

Risposta:

I concentratori di ossigeno sono dispositivi regolarmente autorizzati. In Veterinaria vengono utilizzati sia per l'anestesia che per l'ossigenoterapia.
La normativa non vieta ai medici veterinari di utilizzare i dispositivi per gli usi per i quali sono registrati.   Il medico veterinario dovrà controllare l'autorizzazione del dispositivo per deciderne l'uso.


Domanda nr. 395 Inserita il 06/03/2015
Domanda:

In merito alla prescrizione di farmaci destinati ad animali da affezione prescrivibili con ricetta non ripetibile in copia unica (bianca), in caso di prescrizione a terzi ossia non in caso di scorte, quali dati devono essere presenti sulla ricetta? E’sufficiente indicare nome cognome e indirizzo del proprietario, specie ed eventualmente razza e scrivere nella ricetta "non ripetibile" oltre a timbro e firma? E’ obbligatoria la razza? Va indicato il codice fiscale del proprietario? Ci sono ulteriori dati da aggiungere qualora venga prescritta albumina per uso ev? (sempre destinata a cani o gatti)

Risposta:

A norma del D.L.vo 193/06 allegato III comma 5 e dell'art 167 del testo Unico delle leggi Sanitarie non sono necessarie né la razza né la dicitura "non ripetibile", né il codice fiscale del proprietario.
Non sono necessari ulteriori dati.
L’albumina non fa eccezione.
Per quanto riguarda i formalismi, la norma tecnica è contenuta in tabella 5 della f.u XI ed e la ricetta deve essere formulata secondo quanto previsto dall'art. 167 del TTUULLSS :· Nome, cognome e domicilio del proprietario dell'animale· Specie dell'animale· Dosaggio· Modo e tempi di somministrazione· Data e firma del medico. É oggi consentita l'indicazione del dosaggio e dei modi e tempi di somministrazione in cifre e non necessariamente in tutte lettere (Nota Min. San. del 17.02.1994).Il farmacista è tenuto a rifiutare la spedizione della ricetta in caso di prescrizione non redatta correttamente. La validità della rnrv è 30 giorni (nota in calce alla Tabella 5 FU XII ed., aggiornamento alla Farmacopea D.M. 26.02.2010)