Incentivare e migliorare il numero e la qualità delle segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci

28/11/2017
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È lo scopo del workshop “Farmacovigilanza veterinaria”, che si è tenuto il 16 novembre scorso a Roma, promosso dalla Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci del Ministero della Salute in collaborazione con FNOVI.
La mission era quella di sensibilizzare sul ruolo della farmacovigilanza e sull’importanza quale strumento indispensabile per garantire l’uso sicuro dei medicinali veterinari negli animali, la sicurezza degli alimenti di origine animale, la tutela della salute dell’uomo che viene a contatto con i medicinali veterinari e la salvaguardia dell’ambiente. L’appuntamento era riservato a medici veterinari, farmacisti e chimici per consentire loro l’acquisizione di competenze tecnico-professionali sugli aspetti generali della farmacovigilanza e la loro applicazione a livello nazionale ed europeo.

Nel corso di alcune interviste realizzate a latere dei lavori, Gaetano Penocchio, Presidente FNOVI, ha sottolineato la necessità di incentivare e migliorare il numero e la qualità delle segnalazioni di reazioni avverse.
Giovanni Re, Direttore del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Torino nonché Consigliere FNOVI, chairman nella sessione del mattino, ha accennato alle differenze del sistema di farmacovigilanza tra l’Italia e altri paesi quali la Spagna dove, il recepimento della direttiva, si è tradotto in una previsione più netta in materia di obbligo, con sempre una maggiore crescita di consapevolezza sul ruolo del medico veterinario.
All’appuntamento ha partecipato con una relazione di Raffaella Barbero, ricercatrice dell'IZS-PLA e coordinatrice del GdL FNOVI sul Farmaco, la quale ha illustrato che il sistema di farmacovigilanza si basa essenzialmente sulla segnalazione spontanea del medico veterinario che segnala ai centri di referenza regionali, o direttamente al Ministero della Salute, l’evento avverso di cui viene a conoscenza. Ha poi commentato che l’Italia ha un problema di under reporting: solo circa 400 le segnalazioni all’anno.
Nel pomeriggio è stato dato spazio a numerose associazioni di categoria e, alla domanda su cosa si può fare per migliorare il sistema di segnalazione in Italia, Giovanni Loris Alborali, per la SIPAS (Società Italiana di Patologia ed Allevamenti dei Suini), ha sottolineato l’importanza della formazione su cosa debba intendersi per fare segnalazione: i medici veterinari pratici, che operano sul territorio, devono acquisire maggiore conoscenza delle previsioni di legge.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI