Ddl Lorenzin: arriva il via libera dalla Commissione

Ora il testo è pronto per l'Aula
07/12/2017
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Si registra una improvvisa accelerazione sul DDL Lorenzin per la riforma degli Ordini delle professioni sanitarie. Dopo un'approvazione lampo in Commissione Igiene e Sanità del Senato ora il provvedimento è pronto per il voto finale dell'Aula.
Molte sono le riserve sul testo espresse dalle opposizioni che segnalano – tra le altre, ed in linea con i rilievi espressi da FNOVI in audizione – la criticità della previsione di una procedura ad hoc per l'istituzione di nuovi Ordini allorquando il numero di iscritti ad un Albo sia superiore a 50.000 unità: un'innovazione giudicata discutibile.
Le perplessità manifestate nell'audizione della scorsa settimana dalle Federazioni nazionali dei medici veterinari, dei medici e dei farmacisti sull’art. 4 del testo concernente la materia ordinistica non hanno trovato risposta.

Ricordiamo che l'articolo 4 (Riordino della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie), reca una revisione della disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie. Si prevede, tra l'altro, l'istituzione degli Ordini professionali (commi da 9 a 11): delle professioni infermieristiche; della professione di ostetrica; dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Riguardo a quest'ultimo Ordine, si prevedono (comma 13) i distinti albi dei tecnici sanitari di radiologia medica, dell’assistente sanitario, delle singole professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione; potrebbe essere ritenuto opportuno chiarire se tale principio riguardi anche le professioni sanitarie di eventuale futura istituzione (secondo la novella di cui all'articolo 6 del presente disegno di legge) nonché le future professioni sanitarie di osteopata e di chiropratico (oggetto del successivo articolo 7).
Una norma inserita dalla Camera (lettera d) del citato comma 9) prevede che, nel caso in cui il numero degli iscritti ad uno degli albi (di cui al comma 9) sia superiore a 50.000 unità, il rappresentante legale dell’albo possa richiedere al Ministero della salute l’istituzione (secondo la procedura ivi stabilita) di un nuovo ordine, che assuma la denominazione corrispondente alla professione sanitaria svolta.
La disciplina di cui al comma 1 dell'articolo 4 è posta in termini di novella al D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946, n. 233, e le nuove norme organizzative concernono sia gli Ordini esistenti dei medici-chirurghi e degli odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti sia i nuovi Ordini summenzionati (in base al rinvio di cui al comma 12 del presente articolo 4) sia l'Ordine dei biologi - riguardo a quest'ultimo ed all'Ordine degli psicologi, cfr. il successivo articolo 9.
In via generale, l'esercizio di una delle professioni in oggetto (in base al comma 1, capoverso articolo 5, comma 2) - in qualunque forma giuridica svolto - è subordinato all'iscrizione nel relativo albo - per la quale sono richiesti il possesso del prescritto titolo e l'abilitazione all'esercizio professionale in Italia.
Gli Ordini in esame sono costituiti a livello territoriale e riuniti in Federazioni Nazionali (comma 1, capoverso articolo 1 e capoverso articolo 7). Riguardo agli organi degli Ordini a livello territoriale, le novelle introducono (capoversi articoli 2 e 3) la Commissione di Albo, limitatamente agli ordini comprendenti più professioni, mentre per gli altri Ordini le funzioni di tali commissioni sono svolte dal Consiglio Direttivo (cfr. il capoverso articolo 3, commi 2 e 3).
Anche per le Federazioni Nazionali degli Ordini, il disegno di legge introduce (capoversi articoli 7 e 8) la figura delle Commissioni di Albo, sempre limitatamente agli Ordini comprendenti più professioni - per gli altri Ordini, le funzioni di tali commissioni sono svolte dal Comitato Centrale (cfr. il capoverso articolo 8, comma 18).
Con riferimento ai procedimenti disciplinari, si introduce il principio di separazione tra funzione istruttoria e funzione giudicante (capoverso articolo 1, comma 3, lettera i), e capoverso articolo 8, comma 5). In merito alla giurisdizione sui provvedimenti disciplinari in oggetto, il capoverso articolo 3, comma 4, ed il capoverso articolo 8, comma 19, confermano che per essi è competente la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie.
I profili transitori per l'attuazione delle novelle in esame sono oggetto dei commi da 3 a 8 e dei commi 13 e 14 - quest'ultimo riformulato dalla Camera – dell’articolo 4.
Nell'ambito di questo quadro, la Camera ha apportato alcune modifiche ed integrazioni specifiche, tra le quali (oltre a quelle suddette di cui alla lettera d) del comma 9 e di cui al comma 14) quelle relative: alla procedura ed ai presupposti (comma 1, capoverso articolo 1, comma 1) per l'eventuale accorpamento territoriale degli Ordini - anche su scala regionale o interregionale, come specificato sempre dalla Camera -; all'introduzione di una norma (capoverso articolo 1, comma 2) che consente al Ministero della Salute di disporre, secondo la procedura ivi stabilita, il ricorso, per l'esercizio di funzioni di particolare rilevanza, a forme di avvalimento degli Ordini o di Associazione tra i medesimi; alle specificazioni che gli Ordini e le relative Federazioni Nazionali non svolgono ruoli di rappresentanza sindacale e che la vigilanza dei medesimi sugli iscritti tiene conto degli obblighi a carico di questi ultimi, derivanti dalla normativa nazionale e regionale e dalle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro (capoverso articolo 1, comma 3, lettere c) ed l); alla disciplina della composizione, elezione e costituzione degli organi degli Ordini territoriali e delle Federazioni Nazionali (disciplina di cui ai capoversi articoli 2 e 8 e di cui al successivo comma 5, lettera a), del presente articolo 4); alla specificazione che l'eventuale diversificazione della misura della tassa annuale a carico degli iscritti all'Ordine tenga conto delle condizioni economiche e lavorative degli stessi (capoverso articolo 3, comma 1, lettera g)); ad alcune riformulazioni della disciplina sullo scioglimento degli organi degli Ordini e degli organi delle Federazioni Nazionali (disciplina di cui al capoverso articolo 4 e al capoverso articolo 8, comma 20) e della disciplina sul Codice Deontologico (di cui al capoverso articolo 7, comma 3); alla prescrizione che le sanzioni disciplinari contemplate dai futuri regolamenti attuativi siano opportunamente graduate (comma 5, lettera f), del presente articolo 4).

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI