Influenza aviaria ad alta patogenicità: FNOVI alla riunione convocata dal Ministero della Salute

13/02/2018
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Il 12 febbraio si è svolta presso il Ministero della Salute una riunione convocata dal Dott. Silvio Borrello per discutere e valutare le possibili strategie da adottare nei confronti dell’Influenza aviaria con la presenza dei rappresentanti dei Servizi Veterinari delle regioni del centro nord, dove maggiore è la densità degli allevamenti avicoli, e delle associazioni di categoria. La FNOVI era presente in virtù della propria rappresentatività istituzionale a nome della veterinaria nazionale.
I rappresentanti del centro di referenza sull’influenza aviare dell’IZS delle Venezie hanno tracciato un breve riepilogo sull’andamento della malattia e dei focolai che tra il 2016 e gli inizi del 2018 hanno colpito soprattutto le regioni del nord est. E’ stato evidenziato come in due successive ondate siano risultati coinvolti principalmente allevamenti di tutte le specie avicole con una sostanziale stabilità dei ceppi virali influenzali.

La malattia che inizialmente colpiva gli allevamenti in modo casuale per probabile infezione da animali selvatici da ottobre 2017 ha iniziato a dimostrare una diffusione per via laterale. La situazione Europea, nello stesso periodo, ha visto coinvolte anche specie di tipo selvatico come anatre, gabbiani e aquila di mare.
Le preoccupazioni avanzate dalle associazioni di categoria hanno riguardato il perdurare delle restrizioni decretate il 31 agosto 2017, e confermate con lo ZUR del 21 novembre 2017, prorogato fino alla fine di febbraio 2018. Tali proroghe rischiano di mandare in crisi il settore avicolo soprattutto per i volatili da ripopolamento, le ovaiole e gli allevamenti rurali.
La proposta di modifica del testo tende a snellire le procedure di controllo da parte del SSN implementando l’interazione con la BDN avicoli, stimolando la corretta e stretta applicazione delle misure di biosicurezza, escludendo da tali vincoli i polli da ingrasso; l’auspicio è che le modifiche apportate consentano l’entrata in vigore del decreto nella seconda metà di febbraio. Fondamentale sarà la collaborazione delle regioni e l’interazione tra i servizi veterinari.
È stata sottolineata la centralità del medico veterinario nell’esecuzione dei campionamenti a scopo diagnostico.
La FNOVI sarà coinvolta nell’esame delle modifiche della normativa in vigore.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI