Manuale per la gestione del controllo del benessere dei pesci durante il trasporto su strada

24/05/2019
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È stato pubblicato dal Ministero della Salute un ‘Manuale per la gestione del controllo del benessere dei pesci durante il trasporto su strada’ che riporta normative e prassi, protocolli operativi e documenti per la gestione corretta del trasporto in condizioni di benessere del pesce vivo, misure per la corretta movimentazione e per il rispetto delle condizioni ottimali.

Nella prefazione si legge che “l’azione di protezione e di mantenimento delle condizioni di benessere del pesce vivo durante le operazioni di trasporto, che dovrebbe essere un dovere morale dell’allevatore e/o autotrasportatore, è un obbligo sancito dalla legislazione vigente e comporta una responsabilità legale sia degli operatori del settore, sia delle autorità competenti preposte ai controlli, le quali devono avere una alta professionalità e competenza nel corso delle operazioni ispettive e di vigilanza".
E’ importante sottolineare – si legge ancora – l’importanza fondamentale della figura del veterinario, il quale rappresenta oggi la sola figura professionale e con competenze scientifiche a cui la legge attribuisce il compito-dovere di verifica e di controllo delle condizioni degli animali e dei loro prodotti, nello specifico anche del pesce, ivi compresi i provvedimenti a tutela della protezione del benessere dell’animale durante il trasporto e che comportano, inoltre, anche la valutazione delle condizioni di dolore, stress, o sofferenze evitabili nel corso delle operazioni”.
L’allevamento ittico e quindi il trasporto negli ultimi decenni hanno accresciuto di molto il proprio apporto alla produzione alimentare italiana, per la crescita del consumo pro capite annuo di pesce e al contempo per la diminuzione dell’apporto derivante dalla pesca. Nel 2016 sono stati trasportati e introdotti in Italia 72 milioni di Kg di pesce vivo, nel 2030 il 60% del pesce consumato a livello mondiale sarà allevato. In Europa vengono allevate oltre 30 specie, in Italia le più trasportate sono trote, spigole, orate, pesci gatto e anguille. Una movimentazione errata potrebbe avere la capacità di compromettere la salute degli animali e quindi di incidere sull’economia di settore.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI