VETERINARIO AZIENDALE: UNO, NESSUNO O CENTOMILA?

L'editoriale del presidente FNOVI su 30giorni
22/07/2021
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Ibis redibis non morieris in bello è il titolo dell'editoriale, a firma del presidente Fnovi Gaetano Penocchio, del più recente numero di 30giorni.
Nella celebre frase della Sibilla Cumana la posizione della virgola cambia completamente il significato e il destino del consultante. L’editoriale narra la vicenda della nascita di una figura (il Veterinari Aziendale) e quella di un suo duplicato (il Veterinario Incaricato).
Sgombriamo il campo dagli equivoci: l’”incaricato” è una figura che non ci azzecca proprio con l’”aziendale”, è pagato dall’industria che ha l’obiettivo di certificare qualità dei prodotti (il benessere animale) che la stessa immette sul mercato. Spesso non è iscritto all’elenco dei veterinari aziendali semplicemente perché privo dei requisiti previsti per iscriversi, talora in conflitto di interessi, in qualche caso dipendente dell’industria, dell’ASL o di Associazioni di produttori" scrive il presidente.

"Ha seguito un corso sul benessere animale e gli è stato detto di essere “abilitato” (i termini andrebbero usati conoscendone il significato) a fare rilevazioni su benessere e biosicurezza in tutti gli allevamenti, compresi quelli che già dispongono del VA. “ Invece il VA è il medico incaricato dall’allevatore dell’autocontrollo, gestisce il farmaco, i piani di risanamento volontari, promuove le buone pratiche di gestione sanitaria della mandria, indaga sulle cause di morte in allevamento, segue e assiste l'allevatore nella gestione anagrafe e tracciabilità degli alimenti, compila le ICA, realizza in campo miglioramenti in temine di salute, benessere animale, effettua i rilievi epidemiologici, di biosicurezza, segue l’alimentazione animale e assicura il regolare svolgimento delle visite di sanità animale (Regolamento 2016/429).
Pochi ricordano Silvio Borrello che scriveva "L’unico soggetto che può inserire informazioni e dati nel sistema di epidemiosorveglianza è il Veterinario aziendale designato da un operatore. L’intero sistema è stato costruito e ha puntato sulla professionalità e sul comportamento deontologicamente corretto di questo professionista anche ai fini di una categorizzazione del rischio degli allevamenti che deve essere indipendente e oggettiva”. E continuava “Non esiste un veterinario aziendale dell’Associazione, esiste solo il VA di un operatore”. Ora, come è possibile che nel Decreto applicativo della 429/16 si possa parlare di “veterinari aziendali” in uno stesso allevamento o, in una mediazione al ribasso, si utilizzi il termine “veterinario” per ottenerne lo stesso risultato? Singolare e plurale agiscono come la virgola nella frase della Sibilla Cumana.

Il testo completo dell’editoriale 30 giorni - il mensile di FNOVI ed ENPAV (trentagiorni.it)

Fonte: 
FNOVI
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