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Più moderna e più europea la deontologia veterinaria

Varato il nuovo Codice Deontologico dei Medici Veterinari
19/12/2006
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Il Nuovo Codice dei Medici Veterinari Italiani, presentato domenica scorsa agli Ordini provinciali dalla FNOVI, rinnova e aggiorna l'etica professionale del Medico Veterinario italiano e lo fa partendo da una nuova definizione dell'animale, il destinatario privilegiato delle attività cliniche e di prevenzione della medicina veterinaria.

Il Nuovo Codice dei Medici Veterinari Italiani, presentato domenica scorsa agli Ordini provinciali dalla FNOVI, rinnova e aggiorna l'etica professionale del Medico Veterinario italiano e lo fa partendo da una nuova definizione dell'animale, il destinatario privilegiato delle attività cliniche e di prevenzione della medicina veterinaria.

Il nuovo approccio deontologico richiama il concetto dell'animale inteso come "essere senziente" contenuto nella Costituzione Europea firmata dall'Italia , in base al quale "l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti" (ARTICOLO III-121 del Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa).

Per il Presidente della FNOVI, Gaetano Penocchio, la riscrittura delle regole professionali è stata “un passaggio fondamentale”. Si trattava di mettere mano ad un Codice che a parere del Presidente Penocchio era “per molti versi anacronistico, più impegnato a regolare in modo dettagliato i rapporti tra veterinari che ad occuparsi del rapporto tra la professione ed i cittadini (utenti/clienti) o gli animali”.
Alla base del nuovo Codice - prosegue Penocchio - c'è "la consapevolezza che la professione veterinaria, pur nel rispetto dei principi e dei compiti che le sono propri, sta cambiando. Era necessaria una evoluzione coerente con le modificazioni del contesto socio-culturale. La sorgente degli indirizzi comportamentali a cui il medico veterinario deve ispirare e conformare la sua condotta professionale va ricercata proprio nel mutamento della sensibilità sociale e nella nuova concezione del rapporto uomo/animale".

Un capitolo profondamente rinnovato è quello che riguarda i rapporti con la clientela. Tariffe a parte, negoziabili a seguito della liberalizzazione introdotta dal Decreto Bersani, una novità di rilievo è costituita dall'obbligo di informazione e consenso informato nella pratica veterinaria: "il Medico Veterinario, è tenuto ad informare chiaramente il cliente della situazione clinica e delle soluzioni terapeutiche. Deve precisare i rischi, i costi ed i benefici dei differenti ed alternativi percorsi diagnostici e terapeutici, nonchè le prevedibili conseguenze delle scelte possibili."

Il nuovo Codice Deontologico elenca gli ambiti di competenza del Medico Veterinario la cui attività non si esplica solo nel settore clinico, ma anche in quello della prevenzione e dei controlli sulla sicurezza e l'igiene degli alimenti di origine animale e della prevenzione e della lotta delle malattie animali trasmissibili all'uomo. Si tratta, evidentemente, di ambiti di competenza di rilevante interesse per la sanità pubblica che fanno del Medico Veterinario una figura professionale centrale nel sistema-salute del nostro Paese.

I medici veterinari italiani dedicano la loro opera:
- alla protezione dell´uomo dai pericoli e danni a lui derivanti dall´ambiente in cui vivono gli animali, dalle malattie degli animali e dal consumo delle derrate o altri prodotti di origine animale;
- alla prevenzione e alla diagnosi e cura delle malattie degli animali e al loro benessere;
- alla conservazione e allo sviluppo funzionale del patrimonio zootecnico;
- alla conservazione e alla salvaguardia del patrimonio faunistico ispirata ai principi di tutela delle biodiversità, dell´ambiente e della coesistenza compatibile con l´uomo;
- alle attività legate alla vita degli animali familiari, da competizione sportiva ed esotici;
- alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti;
- alla promozione di campagne di prevenzione igienico-sanitaria ed educazione per un corretto rapporto uomo-animale;
- alle attività collegate alle produzioni alimentari, alla loro corretta gestione e alla valutazione dei rischi connessi.

Fra le novità contenute nel Codice deontologico dei medici veterinari italiani anche un riferimento alle medicine non convenzionali: la pratica delle Medicine non convenzionali in ambito veterinario è di esclusiva competenza del Medico Veterinario. Questa deve essere svolta nel rispetto dei doveri e della dignità professionali e nell´esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, acquisito il consenso del cliente debitamente informato.

"Il nuovo Codice - conclude Penocchio anche alla luce della riforma degli Ordini in itinere - non esaurisce le nostre riflessioni, ma ne costituirà la base di partenza". In ogni caso le regole deontologiche vanno prese molto sul serio, poichè devono "guidare i comportamenti dei professionisti, condizionandoli come fossero norme giuridiche".

file allegato

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI

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