
Nella riunione odierna del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali tenutosi a Roma – cui aderiscono 28 categorie professionali – ha preso corpo la fase propositiva delle professioni intellettuali.
Con una condivisione praticamente unanime (solo eccezione i geometri) è stato partorito il testo per la riforma delle professioni intellettuali alla cui stesura, sotto l’egida del CUP, hanno partecipato tutte le professioni tramite i Consigli Nazionali, le Federazioni Nazionali degli Ordini e i Collegi professionali.
Nella riunione odierna del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali tenutosi a Roma – cui aderiscono 28 categorie professionali – ha preso corpo la fase propositiva delle professioni intellettuali.
Superando inutili e non produttive differenziazioni, i professionisti italiani hanno saputo dimostrare unitarietà nel produrre il testo quadro in cui riconoscono la regolamentazione delle proprie attività e con il quale intendono avviare in Parlamento un dibattito inerente la riforma delle professioni .
Il fronte comune dei professionisti si era già mobilitato in occasione della manifestazione congiunta tenutasi a Roma lo scorso 12 ottobre, allorquando con un imponente corteo le categorie protestarono denunciando il loro non coinvolgimento nel progetto di riforma presentato, di fatto autonomamente, dal Ministro Mastella che delegittimava il ruolo degli ordini professionali e non tutelava la qualità delle prestazioni professionali in nome di una liberalizzazione generalizzata.
Il CUP ha deciso ,quindi,di dare avvio ad una iniziativa popolare per la raccolta delle firme atte a sostenere la presentazione in Parlamento del progetto di legge elaborato.
Obiettivo minimo la raccolta di 60.000 firma che dovranno essere raccolte nel termine temporale di 90 giorni (ma che verosimilmente, per i dovuti tempi tecnici, si ridurranno a circa 60 giorni).
Lo start per la descritta operazione sarà sancito dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; frattanto sono state già individuate le 10 categorie necessarie per la presentazione dell’iniziativa dinanzi alla Corte di Cassazione.