
Al Presidente della Federazione il gradito compito di dare avvio al Consiglio Nazionale FNOVI – edizione novembre 2007.
Dopo un caloroso saluto ai partecipanti e dopo aver ringraziato gli ospiti presenti è immediatamente passato ad enunciare le problematiche sul tappeto, ritrovandosi poi - inaspettatamente - a moderare un vivace confronto politico.
Al Presidente della Federazione il gradito compito di dare avvio al Consiglio Nazionale FNOVI – edizione novembre 2007.
Dopo un caloroso saluto ai presenti ha ricordato come già nella relazione della scorsa primavera poteva leggersi l’annuncio di questo evento. Aveva infatti scritto: “Presto convocheremo una conferenza della professione, sarà il momento dove le componenti si incontreranno senza tatticismi o ipocrisie cercando un comune sentire” e questa occasione è giunta.
Ha quindi brevemente illustrato il programma delle giornate: 5 tavole rotonde, una sul benessere animale, sulla condizionalità, e in materia di riforma delle professioni. Due che titolano “Un patto per la nostra professione” e “Patto tra la nostra professione e l’Università”, poi domenica la parte più tradizionale ma condotta in modo da coinvolgere i Presidenti degli Ordini.
Dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, dal Sottosegretario alla Salute Gianpaolo Patta agli Onorevoli Vietti, Mantini, per arrivare ai colleghi Viola e Sbizzera è immediatamente passato ad elencare le problematiche sul tappeto e, tra le varie, quella di cogente attualità rappresentata dalla stabilizzazione del personale precario.
Ha infatti dichiarato: “Il precariato medico e veterinario è il risultato di una cattiva programmazione; un fenomeno che agisce da freno alla crescita professionale della Categoria da arginare al più presto attraverso una riforma dell'intero sistema”.
In riferimento poi all’altro grande argomento di attualità rappresentato dalla riforma delle professioni intellettuali, ha delineato brevemente i tratti caratteristici della proposta di legge che l’On.le Mantini ha proposto alle Commissioni II e X della Camera – un testo-base di riforma delle professioni intellettuali che tiene conto del disegno del governo, delle proposte di legge di iniziativa parlamentare, e dei principali contributi emersi – sottolineando come la proposta costituisca una evidente novità, e ha invitato l’On.le Vietti ad un confronto immediato con il collega parlamentare dando il via ad una inaspettata tribuna politica.
Augurando buon lavoro ai presenti, ha quindi concluso il suo intervento dichiarando: “per fare patti bisogna disporre della volontà di arrivare a delle intese. Siamo qui per questo. Da qui dovremo ripartire per tracciare il futuro della nostra professione”.