
Questa la risposta della FNOVI al DPCM Prodi sui nuovi Livelli essenziali di assistenza illustrata ieri, nel suo intervento, dal Presidente Penocchio, chairman della tavola rotonda sulla professione che apriva ufficialmente il Convegno organizzato dall'ENPAV. Nei nuovi LEA le attività veterinarie sono aggregate in maniera diversa da quella tradizionale, con il rischio di una diversa articolazione e strutturazione dei servizi veterinari. Il Presidente ha ricordato i contenuti del DPCM 23 aprile 2008 che individua tre livelli essenziali di assistenza articolati in attività, servizi e prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale.
Questa la risposta della FNOVI al DPCM Prodi sui nuovi Livelli essenziali di assistenza. Nei nuovi LEA le attività veterinarie sono aggregate in maniera diversa da quella tradizionale, con il rischio di una diversa articolazione e strutturazione dei servizi veterinari; tanto è già capitato in alcune realtà territoriali.
Nel suo intervento il Presidente Penocchio, chairman della tavola rotonda sulla professione che apriva ufficialmente il Convegno, ha ricordato i contenuti del DPCM 23 aprile 2008 che individua tre livelli essenziali di assistenza articolati in attività, servizi e prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale; le attività veterinarie sono ricomprese nel livello denominato “Prevenzione collettiva e sanità pubblica”. All’interno del livello sono declinate 8 aree di intervento, delle quali solo 2 (la D e la E) hanno riguardo alle attività medico veterinarie, ricomprendendo tutte le attività erogate dai servizi veterinari ed organizzate nelle 3 aree funzionali. L’Area E ricomprende oltre alle attività tipiche della nostra professione la ristorazione collettiva, l’ispettorato micologico, la sorveglianza sulle acque potabili.
Il Presidente, dopo aver inquadrato il problema ha sostenuto: “Dobbiamo essere consapevoli del valori di salute che la Categoria esprime: ecco il motivo di un Dipartimento di sanità animale e sicurezza alimentare comprensivo delle attività di sanità pubblica veterinaria e dei settori che afferiscono ai SIAN (l’ispettorato micologico e la sorveglianza sulle acque potabili). Tale Dipartimento articolato in un numero di Servizi armonizzato con i bisogni potrà prevedere Servizi aggiuntivi rispetto a quelli tradizionali (articolati nelle 3 aree funzionali) e non potrà che essere diretto da un medico veterinario.
Questo strutturazione locale sarebbe coerente con l’attuale declinazione dei LEA e con il livello organizzativo nazionale , ovvero con lo speculare al Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria e la sicurezza degli alimenti del Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali”.