
La FNOVI è convocata per oggi 22 gennaio ad una audizione dinanzi alla XII Commissione (Affari sociali), che sta esaminando le abbinate proposte di legge recanti “Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni in materia di governo delle attività cliniche”.
Il Presidente Penocchio provvederà a depositare una memoria scritta sulle questioni oggetto dell’audizione.
La FNOVI è convocata per oggi 22 gennaio ad una audizione dinanzi alla XII Commissione (Affari sociali), presieduta dall’On.le Giuseppe Palumbo, che sta esaminando le abbinate proposte di legge C. 799 Angela Napoli, C. 1552 Di Virgilio e Palumbo, C. 977-ter Livia Turco, C. 278 Farina Coscioni e C. 1942 Mura, recanti “Modifiche al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni in materia di governo delle attività cliniche”.
Il Presidente Penocchio, in ottemperanza di quanto richiesto provvederà a depositare una memoria scritta sulle questioni oggetto dell’audizione.
Nel testo del documento prodotto si legge:
Trasparenza nel conferimento degli incarichi dirigenziali
I provvedimenti presi in esame sottendono una comune matrice culturale: superare o ridurre l’attuale lottizzazione delle nomine e destrutturare il conseguente sistema di clientele che condizionano le carriere dei dirigenti del SSN. Al fine di arrivare ad un buon governo del nostro sistema sanitario è necessario attivare meccanismi di tutela dando valore al ruolo della dirigenza medica nelle Aziende ospedaliere e della dirigenza medica e veterinaria nella Aziende Sanitarie Locali.
Due i percorsi condivisi dalla scrivente Federazione:
1. potenziare il ruolo del medico nelle scelte strategiche e gestionali.
2. disporre di meccanismi trasparenti di selezione del personale e di affidamento degli incarichi dirigenziali ovvero cambiare radicalmente le modalità con le quali attualmente vengono individuate le dirigenze sanitarie, nell’obiettivo di evitare o almeno ridurre il condizionamento che il potere politico attua nei confronti del sistema sanitario nazionale
1. Per potenziare il ruolo medico è necessario agire valorizzando il massimo organo tecnico-sanitario di consulenza del direttore generale: il Collegio di Direzione. Tale organo deve assicurare il coinvolgimento della dirigenza sanitaria su tutte le scelte a valenza sanitaria.
Il Collegio di Direzione, attualmente esiste solo sulla carta, atteso che le attuali dinamiche selettive e di condizionamento delle carriere hanno, di fatto, completamente asservito questo organismo al Direttore generale. Ove riscritti i meccanismi di selezione che governano le carriere è necessario che il Collegio recuperi il proprio ruolo di concorrenza alla pianificazione strategica delle attività e degli sviluppi gestionali e organizzativi, di valutazione interna dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi prefissati, di programmazione, di valutazione delle attività tecnico-sanitarie e di alta integrazione sanitaria che oggi non ha.
Quando recuperata la propria indipendenza culturale il Collegio di Direzione deve esprimere parere obbligatorio al Direttore Generale sull'atto aziendale, sui programmi di ricerca e di formazione, sugli obiettivi della contrattazione integrativa aziendale, sul piano aziendale di formazione del personale medico e sanitario e sulle modalità generali di esercizio della libera professione intramuraria. Il Direttore generale è tenuto a motivare le determinazioni eventualmente assunte in contrasto con detto parere.
Per rendere possibile e credibile l’attività del Collegio di Direzione è necessario disporre di sanitari liberi di esprimere il proprio parere e non condizionati nell’adottare posizioni che contrastino con le decisioni aziendali. Prendere posizione contro il Direttore generale significa oggi, a torto o a ragione, congelare la propria carriera, retrocedere, se non dover gestire situazioni personali penalizzanti. Oggi questo organo non ha nessuna valenza e viene convocato solo al fine di acquisirne formalmente l’assenso in merito alle decisioni già assunte dal direttore generale.
2. Il fenomeno delle “lottizzazioni” affligge il mondo professionale, e non solo in ambito sanitario: fenomeno per il quale le carriere sono riservate a soggetti che provengono da contenitori politici o sindacali indipendentemente dalla professionalità.
La previsione di una maggiore trasparenza nel sistema di valutazione e selezione delle risorse umane nel SSN, deve iniziare dai criteri di selezione dei direttori generali, dei dirigenti di struttura complessa e, in generale, della dirigenza sanitaria così da intercettare il merito piuttosto che l'appartenenza politica. L'occupazione da parte della partitocrazia di qualsiasi posto pubblico raggiunge nel campo sanitario il suo apice e provoca gli effetti più deleteri per i cittadini, poiché l'affidare strutture complesse come le aziende sanitarie locali e ospedaliere a persone designate dalle rispettive giunte regionali non tanto per le loro capacità manageriali, quanto per il loro grado di acquiescenza ai politici, si riflette a cascata sull'intera struttura e si ripercuote negativamente sui servizi e sui cittadini
I Direttori Generali: tali posizioni devono essere conferite esclusivamente previa selezione per avviso pubblico gestita da una Commissione nominata dalla Regione; la valutazione dei candidati deve avvenire in base ai curricula e la scelta della Commissione va oggettivata, resa misurabile e deve esitare in un giudizio motivato su ciascun candidato.
I Dirigenti di struttura complessa: tali posizioni sono conferite esclusivamente previa selezione per avviso pubblico; la valutazione dei dirigenti è effettuata sui titoli professionali, scientifici e di carriera, nonché sulle attività di aggiornamento professionale continuo (ECM); la Commissione, composta da dirigenti di struttura complessa, sorteggiati dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, esterni all’Azienda, deve procedere alla selezione di tre concorrenti con il migliore giudizio complessivo in base ai titoli posseduti e formula un giudizio motivato su ciascun candidato. Nell'ambito di tale terna il direttore generale individua il dirigente ritenuto più idoneo.
Il Direttore di dipartimento è nominato dal direttore generale, su proposta dei dirigenti medici e sanitari responsabili delle strutture complesse costituenti il dipartimento, stabilendo altresì una specifica funzione amministrativa permanente di supporto per le responsabilità gestionali del direttore di dipartimento, già prevista dalla normativa vigente, ma, in molti casi, del tutto disattesa.
Collocamento a riposo: come è noto il limite di età per il collocamento a riposo dei dirigenti medici e sanitari del Servizio sanitario nazionale, ivi compresi i direttori di struttura complessa, è stabilito al compimento del sessantacinquesimo (65) anno di età. La Federazione auspica la facoltà del dirigente di permanere, a domanda, in servizio, non ecceda il compimento del sessantasettesimo (67) anno di età.