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La Federazione interviene in difesa dei cittadini, degli studenti e delle competenze del medico veterinario

La FNOVI e gli Atenei
28/08/2009
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Questa volta lo spunto è stato fornito dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo che ha articolato la propria offerta didattica su più livelli formativi. Per le lauree di primo livello (triennali) la Facoltà ha attivato il Corso di laurea in Tutela e benessere animale, futuro professionale nel campo del benessere degli animali selvatici e da compagnia e di quelli che producono alimenti per l'uomo.

Questa volta lo spunto è stato fornito dalla Facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo che ha articolato la propria offerta didattica su più livelli formativi. Per le lauree di primo livello (triennali) la Facoltà ha attivato il Corso di laurea in Tutela e benessere animale, con l'obbiettivo di formare un laureato che investa il proprio futuro professionale nel campo del benessere degli animali selvatici e da compagnia e di quelli che producono alimenti per l'uomo.

La Federazione in una nota indirizzata al Preside di Teramo, Prof. Fulvio Marsilio, ha segnalato che l’istituzione di corsi del presente tenore appare un tentativo di spostare attività peculiari del medico veterinario su altre figure non codificate con conseguente confusione in ordine alle figure professionali così organizzate.

“La prestazione dell’opera intellettuale – si sostiene - non va confusa con il lavoro intellettuale, in contrapposizione al lavoro manuale: è un’offerta di conoscenza prodotta da saperi formalizzati, valutati da Istituti che danno al titolo di studio un valore legale. Tale valutazione non può certo essere affidata al cittadino utente, che richiede e non è portatore di tale conoscenza”.

Ribadendo l’espressione del proprio dissenso di fronte alla nascita di nuovi corsi in aree para-veterinarie, la lettera a firma del Presidente Penocchio prosegue sostenendo che “sarebbe quindi opportuno prima valutare quali siano le esigenze generate dai reali bisogni del Paese e della professione, tramite studi attuariali, ricerche o proiezioni di mercato, in modo da attivare poi corsi deputati alla formazione di nuove figure professionali, che trovino sbocco reale nel mercato del lavoro, trovando quindi la coerenza con eventuali esigenze dell’Università, anziché prendere origine e iniziativa da queste ultime”.

Raggiunti in copia conoscenza tutti i Presidi delle Facoltà di Medicina Veterinaria.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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