
Con la nascita dell’UK22U, si è chiuso un altro capitolo del percorso degli Studi di Settore. Tutto è pronto per il definitivo avvio di questo nuovo sistema fiscale ma vi è ancora tempo - fino al 31 marzo p.v. - per evidenziare, ove registrato, il calo del ricavo annuo subito a causa della grave crisi economica di questo ultimo periodo che, molto probabilmente, inciderà sui redditi dello scorso anno in misura ancora più rilevante che negli anni precedenti. Gli esempi potranno essere inviati direttamente alla FNOVI, all’indirizzo e-mail: info@fnovi.it, entro il prossimo 31 marzo
Con la nascita dell’UK22U, si è chiuso un altro capitolo del percorso degli Studi di Settore. Tutto è pronto per il definitivo avvio di questo nuovo sistema fiscale ma vi è ancora tempo - fino al 31 marzo p.v. - per evidenziare, ove registrato, il calo del ricavo annuo subito a causa della grave crisi economica di questo ultimo periodo che, molto probabilmente, inciderà sui redditi dello scorso anno in misura ancora più rilevante che negli anni precedenti.
È questo il termine ultimo che l’Agenzia dell’Entrate ha fissato prima di intervenire definitivamente per la messa a punto dei correttivi anti crisi per il 2009.
Per essere rappresentati e tutelati in ambito fiscale è indispensabile che i medici veterinari si attivino per dare voce ad una situazione congiunturale che non riflette solo la realtà veterinaria, ma tutte le realtà professionali che hanno bisogno di strumenti, i correttivi anti crisi, che, per qualche anno, comporteranno una diminuzione della pressione fiscale.
Gli esempi potranno essere inviati direttamente alla FNOVI, all’indirizzo info@fnovi.it, entro il prossimo 31 marzo.
Per chi non avesse seguito l’iter di questo nuovo sistema fiscale, si rammenta che si tratta di un metodo di riconoscimento di un professionista attraverso la sua organizzazione lavorativa, il territorio in cui vive, gli anni lavorativi trascorsi, le ore e le settimane che dedica alla professione.
Dal 2003 ad oggi, attraverso una serie di incontri con gli esponenti ministeriali e i funzionari degli Uffici degli Studi, è stato messo a punto un sistema che dovrebbe fotografare fiscalmente il professionista nel modo più appropriato.
In questi anni si è cercato di stimolare la categoria dei medici veterinaria ad esprimere giudizi e considerazioni su un metodo che, piuttosto che cadere dal cielo in modo incondizionato, fosse il più possibile l’espressione della professione.
Molto il lavoro fatto. Sono così stati rivisti i primi gruppi (clusters) di professionisti che sono passati da sei a dodici; è stato sottolineato come la territorialità influisse sui redditi; è stato evidenziato come la nostra attività non fosse direttamente proporzionale alle attrezzature presenti nella struttura, ma che queste fossero indispensabili per giungere ad una diagnosi e tutelare al massimo il benessere dell’animale; è stata spiegata la necessità di considerare le colleghe spesso professioniste part time per la doppia veste che rivestono di mamme e veterinarie; è stato iniziato un colloquio con un interlocutore che, seppur lontano dal nostro mondo, da subito, ha colto i passaggi di una professione che sta vivendo i disagi che tutti i medici veterinari conoscono.
Dal 2007 gli Studi di Settore sono entrati a regime ed hanno perso la veste di monitoraggio con cui erano partiti. Da questa data sono diventati strumento di accertamento nel momento in cui l’utente medico veterinario non risulti congruo, cioè non rientri in un intervallo di ricavo stimato, e coerente , cioè non rientri in un intervallo di resa oraria indicata come intervallo di coerenza.
Dal 2008, il periodo di crisi registratosi ha indotto a considerare come questo incidesse sugli Studi stessi e come questi potessero essere modificati, attraverso correttivi anti crisi, per meglio rispecchiare una realtà alterata dalla situazione economico finanziaria del paese. E’ stato questo il momento in cui è stato chiesto a quanti non si sentivano tutelati dagli Studi, di inviare il proprio esempio che sarebbe rimasto anonimo, per perorare una causa che era lampante agli occhi di tanti colleghi: una contrazione del lavoro.
Lo scorso 18 febbraio, la Commissione Esperti Studi di Settore, che registra la FNOVI tra i partecipanti ai lavori grazie alla presenza del Dr. Giuliano Lazzarini, ha approvazione l’evoluzione di 69 Studi, fra cui quello dei servizi veterinari, ma vi è tempo fino al 31 marzo per indicare il calo del ricavo annuo che permetterà di evidenziare una crisi che sembra destinata ad incidere più dell’anno precedente sui redditi dei medici veterinari.