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Il manifesto della professione veterinaria in apicoltura

F.N.O.V.I.
07/09/2010
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“Siamo il cuore ed il cervello di questa nostra professione ed in apicoltura perseguiamo la tutela delle api e delle loro produzioni e la promozione della nostra professione” ha dichiarato il Presidente FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio, nell’informare della determinazione assunta, unitamente ai componenti il Comitato Centrale di raggiungere il Direttore Generale della Sanità animale e del Ministero della Salute, la Dr.ssa Gaetana Ferri, con un nota a commento di quanto apparso su ARPAT Agosto 2010, testata patrocinata dalla Unione Europea e dal MIPAAF, nonché dalla regione Toscana e che vanta tra gli "scrittori" anche alcuni colleghi.
Nella comunicazione indirizzata al Direttore Generale Sanità Animale e Farmaco Veterinario, il Presidente FNOVI ha ripercorso l’attività della Federazione che, previa la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro, si è resa protagonista del denunciare le gravi difficoltà in cui si muove il settore e nel chiedere voce e rappresentanza in un campo che “è terra di nessuno dove ognuno può decidere di prendere iniziative senza sentirsi in dovere di rispettare le regole vigenti e dove, chi si prova ad applicarle ed a farle rispettare fa scandalo, è oggetto di derisione, minacce e nessun sostegno”.

Il testo prosegue quindi elencando parte delle incongruità e delle problematiche incontrati nel settore dell’apicoltura: dichiarazioni pubbliche “che promuovevano l’uso di farmaci illegali, diffondevano ricette e modalità d’uso non consentite e/o pericolose per l’apicoltore, dichiaravano di effettuare sperimentazione di molecole farmacologicamente attive, organizzavano referendum sull’uso di antibiotici tra i propri associati, promuovevano figure laiche per l’assistenza sanitaria dei loro associati ed infine diffamavano pubblicamente centri di ricerca, istituti, servizi veterinari, veterinari senza riceverne dissenso”.
La FNOVI – alla luce dei numerosi protagonisti sulla scena – ha quindi chiesto di conoscere “quali e quante competenze siano investiti tali soggetti, di quali e quanti finanziamenti destinati al settore apistico usufruiscano e quanti e quali progetti siano attualmente in corso, come si debbano rapportare col il SSN centrale e periferico e, infine, a quale autorità rispondano, per comprendere - in questo generale caos di competenze, incompetenze e latitanze - chi rivesta il giusto ruolo e chi invece abbia dilagato o mancato”.
La nota si conclude con l’auspicio che Associazioni e Presidenti come quelli responsabili del giornalino ARPAT Agosto 2010, patrocinati tra l’altro dalla Unione Europea e dal MIPAAF, nonché dalla regione Toscana, rispondano presto delle loro gravissime affermazioni e cessino di avere finanziamenti pubblici in quanto utilizzati per denigrare le istituzioni e i loro funzionari.
Dalla FNOVI la promessa di non lesinare il proprio impegno per “migliorare la formazione e l’informazione in campo apistico dei medici veterinari”.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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