
La scorsa settimana è stato approvato da parte del Senato della Repubblica il "Disegno di Legge del Governo di ratifica ed esecuzione della Convezione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno".
Con questo provvedimento è stato introdotto uno specifico reato che consentirà di contrastare il traffico dei cuccioli, che provengono in prevalenza dai paesi dell'Est europeo. (Traffico illecito di animali da compagnia) (Introduzione illecita di animali da compagnia).
Nel testo sono previste le pene più severe per i reati di maltrattamento degli animali, mediante modifiche agli articoli 544- bis e ter del Codice penale.
L'iter di questo ddl è stato lungo e molto osteggiato da chi ritiene che il benessere animale, la tutela della salute e l'applicazione delle norme di legge siano pregiudizievoli dell'interesse economico di pochi individui che si reputano esenti da ogni dovere.
Il recepimento della Convenzione di Strasburgo del 1987 è un passo fondamentale perché dimostra che il legislatore ha adeguato il proprio livello di attenzione a quello richiesto dalla società civile sulle tematiche del benessere animale.
I commenti sono stati molti e come spesso accade ci sono state dichiarazioni che, ad essere generosi, possiamo definire inopportune. A titolo di esempio ricordiamo quella di Mazzatorta citata nell'articolo di sabato scorso del Corriere della Sera: ANIMALI LA NORMA CADE AL SENATO. MAGGIORANZA DIVISA: "Bisognava pur mantenere un equilibrio tra mondo degli animalisti da una parte e veterinari, cacciatori e allevatori dall' altra che sarebbero stati danneggiati dal divieto di taglio di code e orecchie. Un compromesso intelligente. (..)".
Nell'immaginazione del senatore esistono schieramenti opposti e ci pone in quello di cacciatori ed allevatori, dimenticando o peggio non sapendo neppure che la FNOVI già si è espressa in merito all'inaccettabilità delle mutilazioni a fini estetici negli animali ed era stata prevista nel testo licenziato dalle Commissione Giustizia e Affari esteri riunite in sede congiunta, in un emendamento che prevedeva la stesura di un Regolamento in materia di amputazioni. L'iter di approvazione non è ancora concluso ma siamo fiduciosi di avere in tempi brevi un testo di legge che la professione aspetta da tempo.