
Nei lavori della GA, il livello delle presentazioni e della discussione è stato notevole, a dimostrazione che i 35 anni di vita della FVE hanno apportato maturità nella scelta degli obiettivi e il risultato significativo di essere un interlocutore autorevole per la UE. Tutte le relazioni presentate sono state unite da un filo conduttore importante e coerente con il documento della FVE Strategy 2011 - 2015: il ruolo fondamentale del medico veterinario va ribadito ma deve essere supportato dalla dimostrazione di professionalità e competenza.
Dal benessere animale alle visite ispettive alla macellazione rituale - che sono alcuni dei temi trattati nel corso della GA di novembre a Brussels - la professione medico veterinaria ha un ruolo centrale e autorevole che deve sempre avere solide basi scientifiche, sulle quali fondarsi in coerenza con la propria formazione e con l'aggiornamento professionale.
Quest'ultimo tema è stato anche richiamato nel corso della riunione dello Statutory Body Working Group che ha affrontato le problematiche dell'applicazione della Direttiva Servizi.
La rappresentante della Commissione Europea, invitata come relatrice, ha presentato le linee di principio dell'approccio dell'UE ai temi delle professioni. Inaspettato, nel suo candore, il chiarimento sulla definizione di “professione sanitaria” come riportata nella direttiva servizi - che com'è noto esclude la medicina veterinaria - in quanto, secondo l'UE, sono tali solo le professioni che hanno come pazienti esseri umani. Questa affermazione, unita al fatto che secondo l'UE la nostra professione va intesa prettamente come attività commerciale, ha ovviamente scatenato una serie di commenti e domande alle quali la giovane relatrice non ha risposto in modo convincente. L'indubbio carattere di tutela della sanità pubblica sembra essere ignorato, tuttavia né la circostanza né l'interlocutore erano opportuni: ci sarà modo e occasione per richiedere chiarimenti in merito. Alle modifiche della direttiva servizi seguiranno a breve quelle sulla direttiva qualifiche dove dovranno essere affrontati alcuni punti problematici della formazione, non ultimo il riconoscimento delle facoltà di medicina veterinaria e il cossi detto “one day skill” elenco delle conoscenze - teoriche e pratiche - che il neo laureato deve avere al termine del percorso universitario di 5 anni.
I due guest speaker la prof. Susanne Waiblinger (Associate Professor Institute of Animal Husbandry and Welfare, Department for farm animals and veterinary public health, University of Veterinary Medicine Vienna) 'Does human-animal interaction matter?' e il dr. Haluk Anil Senior (Research Fellow, Department of Clinical Veterinary Science, University of Bristol, UK, Coordinatore fino a maggio 2008 del progetto Dialrel ) “Main outcome of DIALREL project- Dialogue on Religious Slaughter” hanno relazionato con rigore scientifico e grande precisione.
Di particolare attualità il progetto DIALREL finanziato dalla Comunità Europea sulla macellazione religiosa: come questa viene praticata, la sua incidenza sul mercato, l' interesse dei consumatori. Lo scopo principale di questo progetto è esplorare la possibilità di un dialogo tra le parti interessate affinché sia possibile l'adozione di buone pratiche di macellazione religiosa.
Tutti gli stati membri dell'UE dovranno risolvere il problema che deriva dalla necessità di conciliare diritti e libertà di scelta delle persone con la tutela del benessere animale, senza soluzioni di facciata che spesso lasciano aperte le strade alla speculazione economica, resa possibile dalle lacune normative, da parte di qualche multinazionale.
Un dato emblematico: la catena Kentuky Fried Chicken, che serve 12 milioni di clienti al giorno nei punti vendita dei 109 paesi dove sono presenti, utilizza esclusivamente carne proveniente dalla macellazione Halal. Da tempo si discute sulle sofferenze inflitte agli animali macellati senza stordimento preventivo: è ora necessario prendere atto delle ricerche scientifiche - che dimostrano in modo inequivocabile che questo tipo di macellazione non lascia margini alla tutela del benessere - proporre soluzioni e, non da ultimo, informare i consumatori.
Le slide delle relazioni possono essere richieste a francesco@fve.org