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Il Dossier FNOVI sul settore della coniglicoltura

13/12/2010
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Con questo nuovo Dossier sul settore della coniglicoltura, presentato in occasione del recente Consiglio Nazionale FNOVI di Firenze, la Federazione ha voluto dar voce agli operatori sanitari ed evidenziare le numerose problematiche e carenze di un settore a torto ritenuto di nicchia. L’Italia, infatti, nonostante sia il primo produttore europeo e il secondo mondiale dopo la Cina, nel settore della coniglicoltura, è di fatto un gigante con i piedi d’argilla.

Il Dossier FNOVI è l’ultimo prodotto dell’intensa attività documentale della Federazione, che ha visto la luce nel volgere di pochi mesi grazie al contributo di esperti, veterinari e non, operanti da anni nel settore pubblico e privato a sostegno delle produzioni e a difesa della sanità e delle produzioni animali. La speranza è quella di aver integrato le componenti che a vario titolo compongono le competenze del settore cunicolo per dare, a chi avesse veramente a cuore il destino di questo settore, la sanità e il benessere animale e la sicurezza alimentare, la possibilità di acquisire quella conoscenza integrata necessaria a risolvere realmente il problema.

Con il Dossier viene operata una disamina attenta, approfondita e competente delle tematiche in gioco, partendo dall’analisi del dato, ovvero di quantificazione del settore, elencando poi le numerose criticità legate ad una carenza legislativa, evidente in tutti i suoi aspetti peculiari (malattie infettive, benessere, biosicurezza, riproduttori, farmaco, mangimi, macellazione), fino ad arrivare in conclusione ad elencare una serie di istanze e di proposte soprattutto per gli interlocutori istituzionali, Ministero della salute e Ministero delle Politiche Agricole in primis.

Una volta approvato dal Consiglio Nazionale, il Dossier viene ora indirizzato a tutti gli stakeholders, siano essi utilizzatori quali le associazioni dei consumatori, o esecutori quali gli Enti pubblici, le Associazioni di categoria, le industrie, o decisori quali il Ministero della Salute, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la DgSanco, la Fve, l’Emea, ecc., affinché possa essere opportunamente esaminato, giudicato e commentato.

L’intenzione è di farne uno strumento di lavoro dinamico, suscettibile anche di correttivi, laddove fosse necessario, anche in virtù del feedback che genererà questa prima fase di consultazione pubblica. Ma soprattutto vorremo fosse un elemento di stimolo, forte e convincente, per riportare l’attenzione sulla valenza sociale, economica e occupazionale di questo settore veterinario.  

Saranno graditi i commenti, le osservazioni e i rilievi di tutti coloro che vorranno formularli e, a questo proposito, si formula l'invito a volerli far pervenire entro il prossimo 31 gennaio all'indirizzo e_mail della Federazione (info@fnovi.it).

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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