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Lettera aperta di Sergio Passannanti e la risposta di Mario Campofreda

10/02/2011
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Pubblichiamo la lettera aperta di Sergio Passannanti indirizzata ai veterinari specialisti ambulatoriali della Campania  che si conclude "Se ai posteri sarà deputata una sentenza di tipo amministrativo e legale, qualunque sia, la mia sentenza è molto più veloce ed immediata, perché e´ una condanna di tipo morale quella che io emetto; quando i rapporti deontologici e di colleganza si ascrivono nelle aule dei tribunali......abbiamo perso un po´ tutti!".

Pubblichiamo anche  la risposta a firma di Mario Campofreda, presidente dell'Ordine di Caserta.

 

LETTERA APERTA AI VETERINARI SPECIALISTI AMBULATORIALI .....DELLA CAMPANIA.

 

"Ieri otto febbraio, ad Aversa, nella sede del Comitato Zonale, abbiamo assistito ad uno spettacolo veramente desolante.....per la nostra categoria. L´appuntamento era per le ore nove, ma gia´ dalle sette il piazzale antistante l´ingresso.....era presidiato da una folta rappresentanza di colleghi.....soprattutto "salernitani", agguerriti al punto tale da essersi fatti accompagnare da un avvocato. I minuti passavano ed i colleghi aumentavano sempre più, tanto da formarsi due raggruppamenti di veterinari, ed è il caso di dirlo, che si guardavano "in cagnesco"! Sembrava la scena di un film western con i due protagonisti che si sfidano a duello, fronteggiandosi invece che con la pistola, con un mazzo di carte e ricorsi al Tar in mano. Non era un "mezzogiorno di fuoco".......ma una triste e desolante lotta  per la conquista di un posto in graduatoria.

Forse, l´aria e la tensione che si respirava ieri, nemmeno nei cortei dei disoccupati organizzati, che molto spesso a Napoli paralizzano la citta´, si sarebbe potuta avvertire.

Ma non mi preoccupava ciò; infatti non sono le facce o i saluti di circostanza che ieri hanno raggiunto il top della mendacità, piuttosto mi preoccupano  le strategie studiate a tavolino fuori da quell´aula e soprattutto all´interno degli studi legali......certamente gli unici professionisti a trarne vantaggiosi utili parcellari!!!!!!!

La diatriba escussa, alla fine, è molto semplice: la titolarità degli incarichi da specialisti ambulatoriali maturata in altre province da o darebbe il diritto alla priorità dell´assegnazione delle ore qui da noi al Comitato Zonale di Caserta?

Direbbero gli antichi: ai posteri l´ardua sentenza! Ma se veramente dobbiamo aspettare i tempi biblici di una discussione del tema nelle aule dei tribunali.....chi  ne subirà i danni maggiori?????

I veterinari che non guadagneranno, gli allevatori che non vedranno riconosciuto il loro diritto alle esecuzioni delle profilassi o l´immagine dello Stato?

Personalmente credo che l´impasse che si verificherà danneggerà soprattutto la zootecnia casertana e renderà ancora più difficile il tentativo di eradicazione delle malattie infettive (leggi brucellosi e tubercolosi), che tanto stanno a cuore al Commissariato deputato all´emergenza in questione.
Se dovessero vincere il ricorso, anzi la mole dei ricorsi presentati sia nel merito che ad personam, i veterinari "salernitani" dovranno sobbarcarsi un carico di lavoro impressionante, sia per la lontananza (oltre 300 chilometri di percorrenza giornaliera) che per la mera esecuzione delle profilassi, in un territorio ed in una realtà rurale completamente sconosciuta e diversificata come solo l´orografia casertana lo può essere. Il Vallo di Diana e quello di Paestum, gli allevamenti bufalini ebolitani o quelli bovini della Piana del Sele sono diversamente allocati e strutturati, nonché le diversificazioni culturali di approccio ai titolari di azienda, faranno sì che il veterinario "forestiero" possa esclusivamente espletare la funzione di "tirasangue" ma non certo quello di implementare la figura del Veterinario Ufficiale di Stato che oltre a prelevare il sangue, apra una breccia, nella ostica diffidenza degli allevatori, affinché si possa anche ben consigliare e vigilare su una corretta modalità di conduzione dell´allevamento, spendendo, in nome dello Stato, quella fiducia conquistata sul campo in anni di convenzioni.

Quello di cui stò parlando, cari colleghi, si chiama Sanità Pubblica, un concetto ben diverso dal vostro approccio remunerativo, sic et sempliciter, al fine della conquista di un´ulteriore posto al sole, solo per voi!Se ai posteri sarà deputata una sentenza di tipo amministrativo e legale, qualunque sia, la mia sentenza è molto più veloce ed immediata, perché e´ una condanna di tipo morale quella che io emetto; quando i rapporti deontologici e di colleganza si ascrivono nelle aule dei tribunali......abbiamo perso un po´ tutti!

 

NAPOLI, 09/02/2011

Sergio Passannanti

 

"Caro Collega ho letto con molta apprensione la tua lettera che conferma quanto già mi era stato riferito nella stessa giornata.
Sono amare considerazioni che devono farci riflettere su come per essere Professionisti, con la P maiuscola, non sia sufficiente la semplice laurea ma occorre anche esserlo nei comportamenti e nelle relazioni. Difendo la scelta dell'ASL di salvaguardare competenze professionali utilizzate sul territorio con ottimi risultati, difendo l'interesse di quanti hanno operato negli anni passati con contratti indecorosi ed ora rischiano di pagare per l'inerzia accumulata dell'Amministrazione pubblica.
Difendo anche le regole, esse sono alla base della legalità e pertanto non posso certo biasimare chi ritiene di dover tutelare propri interessi, salvo quando questi sono la scusa, perchè usati per impedire il regolare andamento delle attività altrui, ciò in ragione di quale diritto?
Non ho ruolo di giudicare sui numerosi e disparati ricorsi che sono stati presentati ma certamente posso considerare la qualità e la dignità dei ricorrenti."
Mario Campofreda.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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