
Questo il senso di uno scambio di note tra il Presidente FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio, quale componente della Commissione Nazionale per l’Educazione Continua in Medicina, e l’Associazione Produttori Miele Piemonte, con il coinvolgimento dell’Agenzia nazionale servizi sanitari regionali e del Prof. Marco Porporato dell’Università degli studi di Torino.
La replica si è resa necessaria per contestare la posizione espressa da AS.PRO.MIELE che sostiene che i “tecnici apistici”, laureati in Scienze agrarie che abbiano sostenuto e superato l’esame di apicoltura, possiedono le competenze e le conoscenze per poter essere ritenuti idonei a svolgere attività di formazione. Tra queste attività formative l’associazione ricomprenderebbe quelle in tema di “patologie delle api”.
“Le affermazioni della associazione degli allevatori e del Prof. Aggregato del Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali, sono bizzarre e irricevibili” si legge nella nota inviata.
“Pur comprendendo la necessità da parte di profili non medici di conoscere l’entomologia finalizzata alla conoscenza dei “nemici” e degli “amici” delle piante, determinante nel contesto economico di una impresa agricola, è di tutta evidenza come la formazione e l’aggiornamento dei medici veterinari in tema di patologie animali sottende risorse che non sono nella disponibilità degli allevatori o di laureati diversi dai medici veterinari viepiù provenienti da settori scientifico disciplinari che nulla hanno a che vedere con la salute. Ognuno faccia la propria professione”.