Il Parlamento ha dato il via libera alla nuova disciplina dei condomini, che rende più snelle le decisioni, ma soprattutto liberalizza la presenza degli animali domestici nelle abitazioni dei cittadini.
Ma la definizione di “animali domestici” non accontenta coloro che invece propendevano per l’uso della espressione “animali da compagnia". La riforma del condominio licenziata il 20 novembre dalla Commissione Giustizia del Senato è infatti un ottimo risultato per cani e gatti - che sono animali ”domestici” - ma al tempo stesso è un passo indietro nella cultura della convivenza uomo-animale, ci sono infatti milioni di animali esotici d’affezione, come criceti, conigli nani, uccelli e pesci che non sono stati ricompresi.
Si ritiene inoltre utile precisare che la nuova norma verrà applicata ai nuovi condomini. Il regolamento condominiale non potrà "vietare di possedere o detenere animali domestici".
Per i condomini già esistenti dove vige un regolamento che vieta il possesso e la detenzione di animali occorrerà una modifica la quale dovrà però essere approvata all'unanimità.