
Il testo AC 1934/B (risultante dal testo unificato sui ddl unificati Froner PD, Formisano - Buttiglione UDC, Della Vedova FLI) intitolato "disposizioni in materia di professioni non organizzate" mira a consentire ad associazioni private di “abilitare” i propri iscritti semplicemente con un attestato di competenza, sfruttando quanto previsto nel Decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, ma in pieno contrasto con quanto previsto dall'Art. 33 della Carta Costituzionale e dal Codice Civile agli Art. 2229-2230-2231-2232-2233-2234-2235-2236-2237-2238. Questo provvedimento è voluto dal COLAP (Associazioni di servizi privati), con il sostegno di Confindustria e dell'attuale Governo Tecnico.
Il testo se non emendato sarà incostituzionale ed in violazione delle attuali leggi vigenti, creando massima "confusione" tra chi esercita attività o servizi di vario genere ed il professionista intellettuale, correttamente formato ed abilitato, con evidenti danni per tutti i cittadini. In sostanza con questa legge (se non debitamente corretta nell'articolato) si legittimerà la concorrenza sleale nei confronti dei professionisti abilitati, in possesso di titolo accademico e abilitazione con esame di Stato, da parte di soggetti senza un percorso formativo certificato dallo Stato. Questi ultimi potranno esercitare con solo con un attestato di competenza autoreferenziale, rilasciato dalla propria associazione, potranno svolgere tutte le attività regolamentate con l'esclusione di quelle “riservate per legge”.
Esiste un rischio reale che nell'ultima settimana di legislatura, (mercoledì 19 dicembre ore 14,00) in via legislativa con il consenso di deputati di diversi gruppi, in Commissione Industria alla Camera, venga tentata l'approvazione del testo senza procedere con iter ordinario e congrui tempi e termini per gli emendamenti, al fine di varare rapidamente l'AC 1934/B senza le modifiche e gli emendamenti richiesti da diversi parlamentari (tra i quali l’ On. Maria Grazia Siliquini che si è impegnata a prendere contatto con tutte le Federazioni di Ordini e Collegi), ritenuti essenziali per non incorrere nei vizi legislativi sopra indicati.
Per tali ragioni, è indispensabile che, con urgenza, anche i Consigli Nazionali degli Ordini e Collegi Professionali facciano sentire, attraverso i propri canali informativi e sensibilizzando i responsabili dei gruppi ed i componenti della Commissione Industria della Camera, la propria voce e l'indignazione nei confronti di una proposta di legge che legittima la concorrenza sleale creando, un grave danno ai cittadini ed alla collettività.