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Rapporto Greenpeace su Ambiente: scompaiono api, stop pesticidi

16/04/2013
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Anche Greenpeace denuncia il declino delle api. In una sintesi del rapporto “Bees in Decline: a review of factors that put pollinators and agriculture in Europe at risk” sono state passate in rassegna le minacce agli insetti impollinatori e alla agricoltura europea.
In un passaggio si legge: “Se il declino degli impollinatori selvatici continua, corriamo il rischio di perdere una parte consistente della flora mondiale”.

Il rapporto segna il lancio di una nuova campagna europea di Greenpeace per salvare le api e per promuovere un'agricoltura di stampo ecologico, in grado di produrre alimenti sani riducendo l'uso di sostanze chimiche e fornire habitat sicuri per gli insetti impollinatori domestici e selvatici.
Il drammatico calo complessivo delle api è il risultato di molteplici fattori: malattie e parassiti, cambiamenti climatici, pratiche agricole di stampo industriale. In particolare alcuni pesticidi, fra i quali i neonicotinoidi, rivestono il ruolo di veri e propri killer nei confronti degli insetti impollinatori.
Oltre ai fenomeni di intossicazione acuta che portano alla morte immediata delle api, sono molti gli effetti sub-letali legati a questi pesticidi, come ad esempio effetti sulla fisiologia, interferenze con la capacità di approvvigionamento del cibo, problemi d'orientamento e l'impatto sui processi di apprendimento.
Greenpeace ha individuato sette pesticidi che dovrebbero essere subito vietati a causa della loro tossicità estremamente alta e degli effetti sub-letali e/o sistemici sulle api. L'elenco comprende imidacloprid e clothianidin della Bayer, thiamethoxam della Syngenta, fipronil della Basf e clorpirifos, cipermetrina e deltametrina prodotti da diverse aziende agrochimiche che incamerano profitti significativi dall'uso massiccio di queste sostanze chimiche in agricoltura.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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