
Le giornate del 6, 7 e 8 giugno hanno visto impegnata la delegazione italiana ai lavori della GA (Assemblea Generale) FVE svoltasi a Maribor (SLO) su temi inerenti la medicina pubblica, la veterinaria pratica, gli esotici, i selvatici e gli animali rinselvatichiti, l’acquacoltura, l’apicoltura, la salute pubblica, il benessere e la sanità animale, l’ambiente, le competenze, la formazione e la qualificazione veterinaria, il mercato del lavoro e tanto altro. Molte le iniziative divulgative in atto. Di particolare interesse quella derivante dall’impegno dell’Italia i apicoltura.
Si è dibattuto sulla animal health law auspicando modifiche in sede di consiglio europeo, che chiariscano i ruoli e le definizioni di “veterinario”.
Nell’ambito della formazione a Maribor si è discusso del progetto pilota VetCee (Veterinaria Formazione continua in Europa) e di diversi stage di cui alcuni in attuazione (come per l’acquacoltura), altri in via di attivazione come per la medicina degli animali da laboratorio e altri ancora in fase di valutazione come per l’apicoltura.
Anche nel contesto della Direttiva 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali è uscito dai lavori in Slovenia, la necessità di chiarire la definizione del ruolo e delle competenze del veterinario in questo ambito.
Per il tema degli esotici è stato approntato un questionario al fine di valutare l’incidenza del settore nella professione.
Il tema del lavoro e del rapporto dell’università con il suo mercato ha trovato una platea coinvolta a livello europeo per un disagio diffuso anche se con analisi diversificate in tema di efficacia di possibili interventi.
Particolare attenzione ha suscitato la modernizzazione dei controlli ufficiali introdotta dal nuovo pacchetto di Regolamenti comunitari che affermano il ruolo cruciale svolto dal veterinario in funzione di un approccio “One Health” lungo tutta la filiera agroalimentare. Il dibattito è stato stimolato da una serie di interrogativi su alcuni punti fondamentali del nuovo pacchetto normativo quali il ruolo del veterinario ufficiale nell’ambito del regime di delega di alcuni compiti agli assistenti specializzati ufficiali o al personale dell’impianto, nonché il rapporto degli stessi con il mondo libero-professionale (veterinari d’azienda).
Altro tema cruciale per la professione, quello del monitoraggio degli antibiotici. Sono stati analizzati svariati modelli messi a confronto nei vari paesi quali quello olandese, tedesco, francese.
L’Italia ha presentato i risultati di una indagine fatta tra i veterinari di cavalli europei sull’uso degli antibiotici. Dal dibattito sull’approccio “One Health” in tutti i suoi aspetti fino al tema del controllo dell’antibioticoresistenza è stato chiaramente sottolineato come il ruolo della “filiera veterinaria”, dai controlli al veterinario aziendale, sia fondamentale in questo sistema.
Per lo Statutory Bodies Working Group la revisione della Direttiva qualifiche è quasi terminata e prevede - tra le novità - la volontà della Commissione di procedere entro due anni alla stesura del protocollo di riconoscimento delle specializzazioni in medicina veterinaria. Nei prossimi mesi il WG affronterà alcuni punti "critici" dell'applicazione della nuova direttiva in particolare la copertura assicurativa e la possibile regolamentazione delle professioni "ausiliari" non veterinarie.
Complessivamente le giornate di Maribor confermano l’attualità e l’ambito europeo degli obiettivi posti dalla Federazione nel dibattito con la professione e nell’impegno delle rappresentanze.