
Un comunicato stampa è stato diramato a cura del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali (CUP) in risposta all'articolo apparso su La Repubblica lo scorso 7 maggio 2014 dal titolo "Medici e notai tra i nuovi ricchi, passo indietro degli imprenditori".
L’articolo, nello sviluppare un’analisi delle cause delle diseguaglianze economiche che si registrano in questo momento storico e che contribuiscono a frenare la crescita, indica nei “lavoratori autonomi” il ceto vincente degli ultimi trent’anni, tacciati quali protagonisti di “qualunque attività, magari utile e difficile, si possa svolgere dietro una targa di ottone con l'ausilio di una segretaria o poco più”.
Per l’autore dell’articolo sono loro ad aver visto aumentare rapidamente i propri introiti e la propria fetta nel reddito nazionale.
Immediata la reazione del CUP: “Dati, numeri e opinioni riportati nell'articolo non corrispondono alla realtà e sono assolutamente privi di riscontro. Si formula un teorema basato su dati antichi (2007-2009) e non aggiornati. Anzi, si precisa nel corpo dell'articolo che sono "rimasti pressoché invariati fino a oggi’. Niente di più falso”.
“Ma la frase che più colpisce - si legge nel comunicato – è quella finale. "Chi fa i soldi lo fa in modo più inutile di prima ". Non può liquidarsi in modo cosi facilone il ruolo sociale delle professioni”.