
Il Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Veterinari Italiani, riunito a Roma dal 7 al 9 novembre ha tributato nella giornata finale al Presidente Gaetano Penocchio la consueta acclamazione.
Tutti in piedi per la relazione del Presidente. Una standing ovation che non lascia dubbi sulla condivisione e sull'apprezzamento dei Presidenti provinciali alla relazione che ha toccato il disagio del professionista "chiamato ad operare nel mercato senza riuscire ad ottenere il riconoscimento della propria eccezionalità", la condizione dei giovani ed all'università "bisogna, da una parte e dall'altra, mettersi in gioco”, il ruolo del medico veterinario nella sicurezza alimentare "a noi il compito di riappropriarci dell'ambizione di ciò che potrebbe e dovrebbe essere".
La relazione si è conclusa con un monito sull'etica dell'impegno "il lavoro segna l'esistenza: determina il contesto in cui viviamo, qualifica la nostra identità. Il nostro lavoro negli ordini non può essere che ancor più spirituale; quindi non fatto di quotidianità, non la ricerca dei sistemi di acquisizione, e poi di dilapidazione, dei beni e di idee, ma il compimento di un dovere. Il contesto è diverso dal passato, serve la capacità di interpretare i problemi, le attese, serve dare il giusto valore alle cose, serve dismettere la conservazione e il conformismo. Ci vuole cultura e coraggio".