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Il ruolo degli Ordini professionali per l’integrità del sistema sanitario

18/11/2014
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A Bologna in occasione dell’evento SICURA 2014, a novembre, nella relazione “Responsabilità nella sicurezza alimentare: Controllo ufficiale e Operatori del Settore Alimentare”, Massimo Brunetti, Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e Trasparenza della Azienda USL di Modena e curatore del Progetto Illuminiamolasalute promosso da Libera, Avviso Pubblico, Coripe e Gruppo Abele, nel parlare di corruzione, di conflitti di interesse e di bisogno di ristabilire e garantire il patto di fiducia che il paziente ha nei confronti del medico e del medico veterinario quando mette la propria vita nelle sue mani o quando gli affida la tutela della la sua sicurezza alimentare o della salute animale, cita il ruolo fondamentale nella prevenzione della corruzione e delle illegalità nel sistema sanitario degli Ordini professionali richiamando, quale esempio a cui guardare, l’iniziativa della FNOVI di istituire una commissione contro le infiltrazioni criminali negli Ordini.

“E’ un passaggio importante che da il segno di un cambiamento culturale che si sta avviando su questi temi”.
La recente legge 190 del 2012 per la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione, che fra l’altro recentemente è stato ribadito da Raffaele Cantone, Presidente dell’Agenzia Nazionale Anticorruzione (ANAC - www.anticorruzione.it) deve essere applicata anche a tutti gli Ordini professionali, prevede tre obiettivi principali. La riduzione delle opportunità che si manifestino casi di corruzione e illegalità, l’aumento della capacità di scoprire questi casi e il terzo, quello più importante il creare un contesto sfavorevole alla corruzione.
Ma tutti dobbiamo però avere ben chiaro, prosegue Massimo Brunetti, che la prima forma di illegalità di un sistema sanitario è quella di non garantire i diritti. Quando parliamo di diritti non parliamo di cose astratte, lontane, che non ci toccano. Parliamo del ricevere nel momento del bisogno il servizio giusto, nel momento e nel modo giusto e nel modo più efficiente possibile. E fra questi c’è anche il diritto ad avere la garanzia dei giusti controlli e attività da parte dei veterinari.
Conclude Massimo Brunetti citando don Luigi Ciotti all’ultimo seminario di Illuminiamolasalute, progetto promosso da quattro associazioni storicamente impegnate nella lotta alla mafie e alle illegalità che si pone l’obiettivo di rendere più integro il sistema sanitario e sociale italiano. Ciotti, che è stato ancora ultimamente minacciato di morte, sostiene che la via futura su cui dobbiamo lavorare è quella  del passare dall’etica delle professioni all’etica come professione. E su questo punto gli ordini professionali possono fare molto.

 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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