
Si è svolto ieri a Roma la conferenza organizzata dalla Presidenza del Consiglio e la Commissione Eu in tema di European Professional Card, lo strumento informatico che dovrebbe facilitare e promuovere la mobilità dei professionisti europei, definiti l'unica reale ricchezza dell'Europa. E' stato affermato che se tutti i Paesi Membri avessero il medesimo livello di implementazione delle norme UE la produttività e la competitività sarebbero enormente maggiori e che non sono necessarie altre norme, ma solo un utilizzo degli strumenti a disposizione. Il mercato unico è un concetto che, a opinione della Commissione, deve comprendere tutti gli aspetti della vita produttiva della UE con benefici che saranno visibili per tutti i cittadini.
Si è svolto ieri a Roma la conferenza organizzata dalla Presidenza del Consiglio e la Commissione Eu in tema di European Professional Card, lo strumento informatico che dovrebbe facilitare e promuovere la mobilità dei professionisti europei, definiti l'unica reale ricchezza dell'Europa. E' stato affermato che se tutti i Paesi Membri avessero il medesimo livello di implementazione delle norme UE la produttività e la competitività sarebbero enormente maggiori e che non sono necessarie altre norme, ma solo un utilizzo degli strumenti a disposizione. Il mercato unico è un concetto che, a opinione della Commissione, deve comprendere tutti gli aspetti della vita produttiva della UE con benefici che saranno visibili per tutti i cittadini.
Nel corso della giornata si sono susseguiti gli interventi di molti relatori non sempre puntuali sul tema ma che sono stati comunque utili per comprendere l'approccio della Commissione, le priorità e gli obiettivi ma anche focalizzare quelle che sono le possibili criticità di un sistema basato sulle "garanzie all'origine" che tanto piace alla Commissione ma che viene accolto con richiami alla prudenza da molti Paesi Membri. Gli interventi dalla sala hanno dimostrato come spesso la portata delle innovazioni e dei cambiamenti venga percepita come una minaccia piuttosto che una opportunità alla quale partecipare anche in senso critico ma comunque costruttivo.
La sperimentazione sulla EPC entrerà a regime il prossimo gennaio ed è riservata a un gruppo di 5 + 2 professioni - tra le quali gli infermieri e i fisioterapisti - ritenuti significative anche in base alla mobilità esistente e all'interesse manifestato dalla professione a partecipare al progetto pilota.
Se il certificato elettronico rappresenta senza dubbio un'apprezzabile semplificazione e una riduzione dei costi della burocrazia sostenuti dai professionisti restano alcune criticità già evidenziate nelle consultazioni in merito alla revisione della Direttiva "Qualifiche" ( 2005/36/CE ). Tuttavia va ricordato che la EPC rappresenta una modalità alternativa ma non sostitutiva del riconoscimento delle qualifiche e dell'abilitazione professionale e che va inserita in una visione complessiva più ampia di garanzia che prevede anche il sistema di allerta sui professionisti.
La EPC conterrà, in coerenza con l'approccio della Commissione, non solo il titolo di studio ma tutte le informazioni relative al professionista che decida di erogare prestazioni professionali in un paese diverso da quello di origine.
Per quanto attiene alla realtà italiana, l'implemento del sistema IMI sul quale si basa la EPC, richiederà la collaborazione, già avviata, con le Federazioni degli Ordini.