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Consulenza aziendale: la Regione non può imporre requisiti aggiuntivi

17/06/2015
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Su Il Sole 24 Ore in edicola oggi il commento alla sentenza del Consiglio di Stato favorevole ai medici veterinari che mette fine alle interferenze delle Regioni nelle competenze dei professionisti.
La vicenda trae origine dall’impugnazione proposta alla delibera con la quale la Regione Emilia Romagna aveva concesso il diritto a fare il consulente presso le aziende solo a chi aveva due anni di esperienza professionale, senza dare invece rilievo all’iscrizione All’Albo professionale o all’abilitazione. La FNOVI aveva considerata la scelta arbitraria, perché di fatto metteva sullo stesso piano iscritti agli Albi professionali e non, e aveva promosso ricorso ai giudizi amministrativi.
Il Consiglio di Stato si è allineato all’opinione dell’organismo ordinistico rappresentativo dei medici veterinari ed ha respinto l’appello proposto dalla Regione.

L’introduzione di ulteriori condizioni e requisiti, per via amministrativa, si è sovrapposta al valore abilitante dell’iscrizione all’Albo professionale determinando una discriminazione in danno dei liberi professionisti.
Nella sentenza si rinviene netto l’invito dei giudici a non fare invasioni di campo e si legge che “tantomento la Regione può, con proprie valutazioni di merito volte a dequotare i criteri e le modalità di iscrizione all’albo professionale, sostituirsi al valore abilitante dell’iscrizione stessa agli effetti del titolo allo svolgimento delle attività riservate ai soli soggetti inseriti nell’albo professionale”.
Si confida che la decisione del Consiglio di Stato possa ora orientare le Regioni nella definizione delle regole sulla nuova consulenza aziendale del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 attualmente in fase di avvio.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi

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