
Pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Rocco Salvatore Racco presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Reggio Calabria che prende spunto dall'attacco mediatico nei confronti di una iscritta per richiamare le Autorità preposte alla prevenzione e gestione del randagismo. Il comunicato conclude affermando che "A coloro che continuano a individuare le strutture veterinarie private o il singolo medico veterinario quale professionista “dell’accoglienza e della beneficenza” l’assise veterinaria grida NO. Coloro che li vogliono praticare lo fanno per scelta autonoma e non per imposizione, sempre nel rispetto del codice deontologico della categoria e delle Leggi vigenti. Queste stesse persone sappiano che l’Ordine dei Veterinari non tollererà simili aggressioni e si costituirà parte civile in tutte quelle vertenze che vedono coinvolti medici veterinari offesi, oltraggiati e denigrati. Lo stesso non sarà tenero, in termini disciplinari, nemmeno con quei colleghi che non rispettando la deontologia professionale disonorano la categoria cui appartengono."
Pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Rocco Salvatore Racco presidente dell'Ordine dei medici veterinari di Reggio Calabria che prende spunto dall'attacco mediatico nei confronti di una iscritta per richiamare le Autorità preposte alla prevenzione e gestione del randagismo. Il comunicato conclude affermando che "A coloro che continuano a individuare le strutture veterinarie private o il singolo medico veterinario quale professionista “dell’accoglienza e della beneficenza” l’assise veterinaria grida NO. Coloro che li vogliono praticare lo fanno per scelta autonoma e non per imposizione, sempre nel rispetto del codice deontologico della categoria e delle Leggi vigenti. Queste stesse persone sappiano che l’Ordine dei Veterinari non tollererà simili aggressioni e si costituirà parte civile in tutte quelle vertenze che vedono coinvolti medici veterinari offesi, oltraggiati e denigrati. Lo stesso non sarà tenero, in termini disciplinari, nemmeno con quei colleghi che non rispettando la deontologia professionale disonorano la categoria cui appartengono."