
Numerose sono le testate giornalistiche che hanno ripreso il comunicato stampa che la FNOVI ha diramato qualche giorno fa in occasione della pubblicazione dei dati del rapporto pubblicato dall'Efsa sugli antibiotici trovati nei prodotti animali che ha svelato una verità inattesa: il miele contiene più sostanze residue delle carni suine e bovine.
La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani denuncia da tempo le condizioni critiche di “un settore segnato dallo sviluppo di nuove e vecchie patologie, dalla presenza di figure laiche in luogo dei veterinari che forniscono assistenza sanitaria in abuso della professione medico veterinaria senza competenza e diritto e dall’impossibilità di tracciare l’uso del farmaco”.
Il Presidente della Federazione, Gaetano Penocchio, lancia l’allarme e nel comunicato stampa diramato si legge che: “la possibilità di utilizzare antimicrobici in apicoltura prospetta un quadro rovinoso. Le api, infatti, potrebbero diventare vettori di antibiotico-resistenza, senza alcuna possibilità di controllo e quindi di difesa dalla contaminazione per le colture e per l’ambiente. Non ha alcun senso intraprendere campagne europee e nazionali contro l’utilizzo di antimicrobici in medicina umana e in veterinaria e poi non porsi criticamente nei confronti dell’impatto ambientale che si produrrebbe a trattare animali che abitano 14 milioni di alveari e volano ovunque sul territorio e sui campi”.