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Veterinari su antibiotico-resistenza: fare chiarezza sugli allarmismi

15/11/2016
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Lo scorso 12 novembre, a margine del Consiglio Nazionale, la FNOVI è intervenuta in merito ai dati resi noti dall'EMA (Agenzia Europea del Farmaco): "Italia ultima insieme alla Spagna? Il dato è al vaglio del Ministero della Salute e dell'Industria. Al 2013 il consumo di antibiotici nel nostro Paese è sceso del 29%".
In un comunicato diramato in argomento la FNOVI ha chiarito che, pur avendo i dati forniti dall'EMA posizionato l'Italia ai primi posti per vendita di antibiotici in Europa dal 2010, i report successivi dimostrano che, a seguito di campagne informative, formazione ed emissione di linee guida ministeriali, nonché di misure intraprese dalla FNOVI stessa e dalle associazioni di categoria, risulta che il consumo di antibiotici si è ridotto in Italia al 2013 del 29% senza il ricorso ad alcuna restrizione nell'utilizzo, al contrario di quanto avvenuto in altri paesi europei.

I più recenti dati ESVAC posizionano nuovamente l'Italia al fondo della classifica insieme alla Spagna, tuttavia tali dati non appaiono conformi con quanto a disposizione del Ministero della Salute e dell'industria per cui sono attualmente al vaglio per rilevare eventuali errori dovuti alla trasmissione o all'elaborazione dei dati.
Con riferimento poi alla presenza di antibiotici negli alimenti di origine animale, che crea facili allarmismi nei consumatori – la Federazione commenta che il dato è costantemente monitorato dai servizi veterinari pubblici e dagli istituti zooprofilattici, attraverso una fitta rete di controlli secondo quanto previsto dai piani nazionali. A tutela della salute del consumatore la normativa prevede che vengano rispettati dosaggi e tempi di attesa in grado di garantire concentrazioni di farmaci al di sotto dei Livelli Massimi Residuali, cautelativi per il consumo degli stessi con l'alimento, anche per tutta la vita dell'uomo.
La FNOVI ritiene comunque indispensabile prestare la massima attenzione nell'utilizzo razionale degli antibiotici attualmente esistenti e delle loro associazioni, solo quando strettamente necessario e contro i germi specifici causa della patologia, sotto prescrizione del medico veterinario che ha tra i suoi compiti proprio quello di ricorrere ad adeguati criteri diagnostici di tipo clinico, farmacologico, e strumentale.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI

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