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Veterinario Aziendale in Trentino: l’Ordine provinciale dei veterinari boccia il ddl Zeni

Meglio quello di Degasperi che distingue i compiti del veterinario aziendale da quelli del veterinario pubblico
Mercoledì il Consiglio provinciale dovrà esprimersi su due ddl sui veterinari quello approvato dalla Commissione e spinto dall'assessore e quello dei 5 Stelle appoggiato dal Presidente dell'Ordine Alberto Aloisi
04/07/2017
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L’Azienda provinciale servizi sanitari, ha evidenziato come il disegno di legge proposto dall’Assessore Zeni preveda che ogni azienda agricola scelga un veterinario all’interno di un elenco definito dall’Apss e che questo professionista sia obbligato ad avere una valenza pubblica collaborando anche con l’autorità sanitaria per garantire la sicurezza degli alimenti e la salute degli animali. Fornendo all’Apss dati aggiornati sulla salute degli animali il veterinario convenzionato giustificherebbe l’indennità di 1.860 euro al mese percepita a fronte delle visite documentate alle aziende agricole. Ma mentre la legge proposta dall’assessore ha di positivo l’importante novità dell’obbligo per le aziende agricole di dotarsi di questo consulente per l’assistenza zooiatrica, per il cui il veterinario entrerebbe a far parte della rete di epidemiosorveglianza evitando che si possano verificare “buchi” nel sistema, il punto di debolezza del ddl della Giunta è nell’elenco chiuso di veterinari aziendali, che ridurrebbe la libertà di scelta dei professionisti dotati dei requisiti da parte delle aziende.

Proprio questa libertà di scelta lasciata agli allevatori è secondo l’APSS il pregio del ddl di Degasperi. che ha però il difetto di rendere facoltativa l’individuazione del veterinario da parte dell’azienda agricola, con il rischio di non garantire in tal modo la necessaria sorveglianza epidemiologica. Senonché gli allevatori non possono esimersi dall’avere questa consulenza veterinaria. Altra differenza tra i due ddl: mentre quello dell’assessore prevede che al veterinario aziendale si possano attribuire anche attività oggi svolte dall’Apss, nel testo di Degasperi si esclude questa evenienza.
Contro il Ddl dell’assessore Zeni si è schierato apertamente l’Ordine dei veterinari della provincia di Trento che in un comunicato ha spiegato i motivi della contrarietà, aprendo invece al ddl di Degasperi.

IL COMUNICATO – “Come Presidente dell’ Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Trento voglio rimarcare quanto già espresso davanti alla Quarta Commissione Permanente del Consiglio Provinciale. Il veterinario aziendale negli altri stati membri della UE è già disciplinato da anni e rappresenta la figura di riferimento per l’allevatore in quanto liberamente scelto dallo stesso senza mediazione della parte pubblica. Questa figura è chiamata ad assistere l’allevatore nella predisposizione e gestione del piano delle buone pratiche di allevamento in conformità alle norme in materia di sicurezza alimentare , di benessere animale, farmaco veterinario ed anagrafe delle popolazioni animali.
Questa mia posizione è la posizione ufficiale della FNOVI, Federazione Nazionale Ordini Medici Veterinari Italiani, la quale ha supportato il Ministero della Salute nella predisposizione del decreto ministeriale che istituisce la figura del veterinario aziendale e ne fissa compiti e requisiti.
La figura del veterinario aziendale delineato nel DDL presentato dalla Giunta Provinciale prevede un elenco di veterinari liberi professionisti che sulla base di determinati requisiti siano poi scelti dall’allevatore. Il DDL dell’ Assessore Zeni anziché finalizzare i requisiti del veterinario aziendale per la redazione del piano delle buone pratiche di allevamento li finalizza in via esclusiva per la reperibilità agli allevatori nell’ambito dell’assistenza zooiatrica e compiti “ aventi valenza pubblica”. I compiti che l’Assessore vuole affidare al veterinario aziendale sono già in capo ai veterinari dell’ APSS. Questo in palese contrasto con i compiti che la normativa europea assegna al veterinario aziendale che invece è ben scritto nel DDL del Consigliere Degasperi. Ora in Trentino la rete di assistenza zooiatrica e reperibilità è già presente grazie alla legge 19/1982 art.12.
La posizione della FNOVI e dell’ Ordine Provinciale è quella di distinguere in maniera inequivocabile i compiti del veterinario aziendale da quelli del veterinario pubblico APSS. Il veterinario aziendale liberamente scelto dall’allevatore dovrà supportare con la sua consulenza il piano di buone pratiche di allevamento per assicurare al prodotto trentino un più alto livello di sicurezza alimentare e qualità.
Quindi l’Ordine si esprime a favore del DDL del Consigliere Degasperi che ha il merito di disciplinare in maniera coerente alla normativa le reti di sorveglianza epidemiologica , dà continuità all’assistenza zooiatrica e reperibilità ma soprattutto dà soluzione ai compiti di assistenza veterinaria pubblica qualora , per necessità oggettive, non possano essere gestite dal personale dall’APSS”.

(Fonte: www.lavocedeltrentino.it)


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