
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani (FNOVI) ha presentato una formale diffida contro la Regione Abruzzo a seguito della nomina di un dirigente farmacista alla guida "ad interim" del Servizio Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria. Secondo la Federazione, la Determinazione n. DPF/05 del 19 gennaio 2026 viola apertamente le normative nazionali ed europee. Il ruolo di Responsabile del Servizio Veterinario (RSV) non è una semplice funzione amministrativa, ma una figura tecnica che, per legge, deve possedere requisiti soggettivi imprescindibili (laurea in Medicina Veterinaria; relativa specializzazione e qualifica dirigenziale specifica). L'incarico affidato a un profilo professionale diverso (in questo caso un farmacista) si pone in contrasto con il D. Lgs. 136/2022 e con l'Accordo Stato-Regioni del settembre 2025.
FNOVI sottolinea come il RSV sia l'equivalente regionale del Chief Veterinary Officer (CVO) nazionale. Affidare la gestione della polizia veterinaria, la sorveglianza di malattie animali gravi (come Peste Suina o Influenza Aviaria) e il coordinamento del benessere animale a una figura non competente tecnicamente mette a rischio la Rete Veterinaria Nazionale.“Tali funzioni non possono essere legalmente esercitate da un profilo professionale privo delle competenze abilitanti per la professione medico-veterinaria” ricorda la Federazione, ribadendo che la visione One Health (salute unica tra uomo, animale e ambiente) richiede competenze tecniche specifiche per garantire tempestività nelle emergenze epidemiche.
La Regione Abruzzo ha giustificato la propria scelta citando norme regionali sulla flessibilità degli incarichi dirigenziali (L.R. 77/99). Tuttavia FNOVI chiarisce che la facoltà di conferire incarichi "ad interim" non può derogare ai requisiti di professionalità specifica imposti dalla normativa statale e comunitaria (Regolamento UE 2016/429).
Come accaduto anche per la Regione Liguria , in qualità di organo sussidiario dello Stato, FNOVI ha chiesto alla Regione Abruzzo la revoca immediata in autotutela della nomina. In mancanza di un riscontro pronto, la Federazione si è detta pronta ad adire le vie legali e ha già provveduto a segnalare l'irregolarità agli organi di vigilanza del Ministero della Salute.