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Caso di rabbia in Veneto. Controlli e vaccinazione

03/06/2026
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Il 27.05.2026 è stato rilevato un caso di rabbia in un cane di proprietà di una cittadina italiana residente nel comune di Vittorio Veneto. Il caso è stato segnalato da una Clinica veterinaria privata, che ha rilevato una grave sintomatologia nervosa. Il cane, importato illegalmente dal Marocco è stato sottoposto ad eutanasia e trasferito all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) – Centro di referenza nazionale per la rabbia, che ha confermato la diagnosi.
Con immediatezza sono state avviate le indagini epidemiologiche, le misura di rintraccio delle persone e animali venuti a contatto con il cane e con la proprietaria ed è scattata l’Ordinanza di obbligo vaccinale oltre alle misure di contenimento. La vaccinazione è misura di che, anche oltre i limiti territoriali dell’area interessata, FNOVI si sente di condividere e raccomandare.

Il caso di rabbia del Veneto testimonia la necessità di tenere la guardia alta. Vanno incrementate e rese più efficienti le misure di controllo in ingresso in UE di persone e animali, il Paese ha bisogno di Servizi veterinari pubblici efficienti in modo da garantire il controllo e la prevenzione delle zoonosi e di una sanità privata sempre attenta e partecipe alla gestione della sanità pubblica veterinaria.

La problematica investe tutto il mondo: il 28 settembre di ogni anno si celebra il World Rabies Day, la giornata mondiale dedicata alla rabbia, diventata il punto di riferimento per tutti i Paesi del mondo per promuovere la prevenzione di questa terribile malattia. Questa ricorrenza è nata con l’intento di eliminare le morti per morso di cane rabido entro il 2030.
La rabbia, infatti, potrebbe essere una malattia prevenibile se in tutto il mondo il 70% dei cani fosse vaccinato contro di essa, ma siamo ancora molto lontani da questo traguardo.

Fonte: 
FNOVI

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