
L'ditoriale a firma di Gaetano Penocchio nel più recente numero di 30giorni
Contrariamente a chi sostiene che dovrebbe parlare a una sola voce, la scienza non ama il monopolio, è plurale e si nutre di disaccordi. Purtroppo, i disaccordi possono diventare divisivi, soprattutto se la scienza di venta una formula di legittimazione al servizio della politica. Il dibattito tra il sistema ordinistico e il sistema professionale deregolamentato è vivo da sempre, ma non scuote le coscienze (già impegnate da molto altro).
Viene contrapposto il valore del titolo di studio, la tutela delle regole e dei controlli pubblici, alla libertà di mercato basata su capacità e esperienze (percepite). Gli Ordini professionali sono soggetti di diritto pubblico a struttura corporativa e le corporazioni sono, da sempre, la bestia nera del liberalismo filosofico e economico.
Gli Ordini vogliono garantire ai cittadini professionalità ed etica e ciò contrasta con chi ritiene il mercato l’arbitro esclusivo della qualità e del costo di una prestazione, per quanto delicata possa essere. In questa discussione entra con forza, per il cattivo uso che se ne fa, il riferimento alla One Health che, ben I disaccordi possono diventare divisivi, soprattutto se la scienza diventa una formula di legittimazione al servizio della politica. lontano dal suo reale significato, diventa strumento di manipolazione per giustificare l’erogazione di prestazioni professionali da parte di profili privi dei presupposti culturali per farlo.
Sgombriamo subito il campo: l'approccio One Health non confonde o sovrappone le professioni, ma ne promuove una collaborazione strategica e paritetica. Ognuno deve fare ciò che è capace di fare, se legittimato in questo da percorsi di studi e di sistema che trovano negli Ordini la garanzia costituzionale verso i cittadini.
Per chiarezza: il medico veterinario non può essere sostituito da professioni tecniche nella certificazione del Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale, non può essere sostituito nella gestione regionale del sistema veterinario nazionale da un biologo in Liguria, da un farmacista in Abruzzo e da un tecnico della prevenzione in Calabria, nella stessa misura il biologo non esita al consumo alimenti di origine animale, come si legge nello schema di DPR concernente requisiti e prove per l’ammissione all’esame di stato per la pro fessione di biologo, nonché la disciplina del relativo ordinamento.
Ordini e FNOVI sono interlocutori esponenzialmente istituzionali nei confronti dello Stato cui è stato affidato il compito di custodire la fede pubblica, di vigilare sul rapporto fra la professione e i cittadini. La riflessione amara che sta portando FNOVI nei Tribunali Amministrativi è prendere atto che realtà concorrenti generano verità strumentalmente declinate al plurale che diventano “sistema”. I dati non sono selezionati secondo le categorie del vero e del falso, ma sulla base della loro efficacia, ossia della capacità di indurre lo stato più utile all’obiettivo, commerciale o politico, che si intende perseguire.Allo smascheramento del falso si oppone una ragione per la quale ne viene, comunque, valorizzato. Una realtà sostituita da mondi paralleli dove ciascuno trova la dimensione che meglio risponde alle proprie aspettative.
Non pratico - e con me tutta la Categoria - l’arte del compromesso. Una professione consapevole ha il dovere di respingere gli abusi e le ipocrisie che li giustificano