
Si arresta in 7ª Commissione del Senato il tentativo di aprire le porte del Consiglio Universitario Nazionale (CUN) alle rappresentanze professionali e, in particolare, al mondo delle professioni sanitarie e della medicina veterinaria. Nel corso della seduta dello scorso 22 luglio, è stato infatti respinto l’emendamento presentato dalla Senatrice Daniela Sbrollini al Disegno di Legge n. 1890 (“Riordino e riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale”).
L’emendamento mirava a includere formalmente le rappresentanze delle Federazioni degli Ordini nei procedimenti consultivi del CUN, creando un ponte solido e strutturato tra l'offerta formativa accademica e le reali esigenze del mondo del lavoro e delle professioni regolamentate. La bocciatura arriva anche dopo le sollecitazioni espresse dal SIVeMP che aveva inviato alla Commissione del Senato una propria memoria, condivisa con la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari e con l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani, per evidenziare quanto fosse prioritario rafforzare il raccordo tra Università e professioni sanitarie, con un'attenzione specifica alla professione veterinaria. La proposta emendativa del Sen. Sbrollini recepiva le istanze avanzate dalle categorie sanitarie, puntando a garantire che nei processi decisionali e consultivi sull'organizzazione didattica e concorsuale dell'Università trovassero spazio anche le voci di chi le professioni le vive quotidianamente sul campo.
“Il parere negativo della Commissione rappresenta un'occasione mancata verso una modernizzazione della governance universitaria: un confronto più stretto avrebbe consentito di allineare maggiormente i percorsi formativi con le competenze richieste dal Servizio Sanitario Nazionale e dal mercato del lavoro” – ha commentato Gaetano Penocchio.
Nel corso della stessa seduta è invece stato approvato un emendamento che prevede la presenza in seno al CUN di un rappresentante degli specializzandi eletto su base nazionale tra gli iscritti alle scuole di Specializzazione Universitarie. Il testo del provvedimento passa ora alle Commissioni affari costituzionali e bilancio per i relativi pareri, dovrà poi essere votato in Aula prima di passare alla Camera dei Deputati per la seconda lettura.