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Ogni episodio conta

a cura di Daniela Mulas
09/10/2026
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Una minaccia durante un controllo, un’aggressione in ambulatorio, una molestia attraverso i social. Ogni episodio di violenza merita attenzione, anche quando non lascia segni visibili. Dietro ciascuno ci sono una persona, il suo lavoro e il diritto di esercitarlo in sicurezza. Il rischio è considerare certe esperienze parte della professione: minimizzare un’intimidazione, tollerare un insulto, convincersi che raccontare quanto accaduto non cambierà nulla.

Il timore di conseguenze, l’incertezza su come segnalare o la sfiducia nella possibilità di ricevere aiuto possono alimentare il silenzio. Per questo occorre creare condizioni nelle quali far emergere la violenza sia possibile e le persone si sentano ascoltate.

La nuova ricognizione promossa dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, ONSEPS, offre ai medici veterinari l’occasione di contribuire alla conoscenza del fenomeno. Quest’anno, su richiesta di FNOVI, il questionario comprende anche minacce, molestie e comportamenti aggressivi attraverso i canali digitali e raccoglie informazioni sulle eventuali segnalazioni alle autorità o alle strutture competenti.

È un ampliamento importante.

Una minaccia ricevuta via e-mail o un’aggressione attraverso i social possono incidere sulla serenità, sulle relazioni e sul modo di vivere il proprio lavoro. La possibilità di raggiungere il professionista in qualsiasi momento e di diffondere pubblicamente contenuti ostili può prolungare l’esperienza della violenza oltre il luogo e l’orario di lavoro. Lo schermo non rende meno reale ciò che una persona subisce. La professione comporta confronto, richieste di chiarimento e anche critiche. Il rispetto di questo diritto deve accompagnarsi al riconoscimento del limite oltre il quale il dissenso diventa intimidazione o aggressione. Saper distinguere è essenziale per tutelare sia il dialogo sia le persone.

Partecipare alla ricognizione significa rendere conoscibili esperienze che rischiano di restare isolate. Conoscere i contesti degli episodi e le segnalazioni effettuate aiuta a individuare dove rafforzare la prevenzione e rendere più accessibili le tutele. Alla disponibilità dei professionisti a raccontare deve corrispondere la responsabilità delle istituzioni di agire.

I dati devono orientare procedure chiare, formazione, sostegno alle persone coinvolte e interventi adeguati ai diversi contesti professionali. Ordini, Federazione e organizzazioni sanitarie sono chiamati, ciascuno nel proprio ruolo, a dare continuità a questo impegno.

Il questionario è compilabile fino al 31 ottobre, accedendo alla propria area personale sul portale FNOVI, con memorizzazione anonima delle risposte. Ogni episodio conta. Perché la sicurezza di chi cura, previene e controlla è una condizione essenziale per tutelare la salute.


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