
Il 12 ottobre scorso, a Varsavia, a margine del Congresso mondiale della WSAVA, la FNOVI ha partecipato su invito alla presentazione in anteprima di una nuova gamma di vaccini per il gatto. Si tratta di sei formulazioni, tutte autorizzate con procedura centralizzata dalla Commissione europea dopo il parere favorevole del Comitato per i medicinali veterinari dell'EMA, reso noto il 17 aprile 2026. Due gli elementi di novità che meritano l'attenzione della professione: la tecnologia impiegata per la componente contro il virus della leucemia felina (FeLV) e l'assenza di adiuvanti in tutte le formulazioni.
Che cosa cambia sul piano tecnologico Per la prima volta nell'Unione europea un vaccino per animali da compagnia contiene, quale principio attivo, un RNA autoamplificante. Occorre però precisare i termini: non si tratta di un vaccino a mRNA veicolato da nanoparticelle lipidiche, come quelli impiegati contro il COVID-19. L'RNA codificante la glicoproteina dell'involucro del FeLV è racchiuso in una particella derivata da un alphavirus, privata dei geni strutturali e dunque incapace di replicarsi, di essere eliminata e di diffondersi. La particella si lega alle cellule dendritiche; nel loro citoplasma l'RNA si amplifica per un periodo limitato, consentendo la sintesi di quantità rilevanti di antigene a partire da una dose minima. Ne deriva, secondo i dati illustrati, una risposta sia umorale sia cellulare senza ricorso ad adiuvanti. Gli studi presentati non hanno rilevato, mediante PCR su tamponi rettali e congiuntivali nei quattordici giorni successivi alla somministrazione, alcuna eliminazione delle particelle, né trasmissione a gatti sentinella; l'EMA ha ritenuto il prodotto sicuro per l'operatore e per l'ambiente se impiegato secondo il riassunto delle caratteristiche del prodotto. Le altre componenti (herpesvirus felino di tipo 1, calicivirus, virus della panleucopenia e Chlamydia felis) sono costituite da ceppi vivi attenuate con un'insorgenza dell'immunità di circa una settimana e una durata dell'immunità variabile a seconda della componente.
Il quadro delle linee guida
L'innovazione si inserisce in un contesto definito dalle linee guida WSAVA 2024, che raccomandano la vaccinazione di tutti i gatti e individuano come vaccini core quelli contro panleucopenia, herpesvirus e calicivirus. Per quanto riguarda il vaccino contro il FeLV, questo è da considerarsi core nei gatti di età inferiore a un anno e negli adulti con accesso all'esterno nelle aree in cui l'infezione è endemica. Tra queste figura anche il territorio italiano. Il principio ispiratore resta quello di vaccinare il maggior numero possibile di gatti, ma ciascuno solo per quanto necessario. Quanto agli adiuvanti, la WSAVA suggerisce di preferire i vaccini non adiuvati nei Paesi in cui il sarcoma felino al sito di inoculo è noto e dove esistano alternative accettabili, riconoscendo tuttavia che il ruolo degli adiuvanti nella patogenesi resta incerto e che gli esperti non concordano sull'interpretazione delle evidenze. Un vaccino efficace e privo di adiuvanti riduce quindi un margine di incertezza. La FNOVI ricorda che la vaccinazione resta un atto medico-veterinario fondato sulla valutazione del rischio del singolo animale.