
Il Ministero della Salute ha diramato una circolare congiunta in merito al quadro epidemiologico nazionale e per fornire indicazioni per la sorveglianza umana e veterinaria.anche a seguito della riunione del Gruppo Operativo delle Arbovirosi (GOA) dello scorso 23 ottobre, nonché dell’aggiornamento trasmesso dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche degli Animali (CESME).
Per quanto riguarda la sanità animale, oltre alla segnalazione della presenza nel mese di agosto u.s. del virus Shamonda (SHAV) in allevamenti di vacche da latte del nord Italia (Province autonome di Trento e Bolzano) e in alcuni bovini introdotti sul territorio nazionale in provenienza dalla Francia, ulteriori positività nei bovini sono state riscontrate nelle regioni Lazio, Lombardia, e, nei bufali, in Campania.
In un approccio ispirato al principio di precauzione e proporzionato alle evidenze attualmente disponibili si conferma l’indicazione per le Regioni e le Province autonome di sensibilizzare i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, i veterinari liberi professionisti e gli operatori degli allevamenti, affinché mantengano un’attenzione mirata, in particolare durante i periodi di attività dei vettori, nelle specie domestiche di interesse: bovini e bufalini, ovini e caprini e, per i quadri neurologici, equini.
Dovranno essere valutate con attenzione le segnalazioni di uno o più dei seguenti quadri: • nei bovini e bufalini: febbre, diarrea, inappetenza e riduzione della produzione lattea; • negli ovini e caprini: manifestazioni cliniche, generalmente descritte come più lievi rispetto a quelle osservate nei bovini; • negli equini: comparsa di sintomatologia neurologica, anche grave in particolare nei casi in cui gli accertamenti diagnostici abbiano escluso altre eziologie, compreso il virus West Nile; • in tutte le specie interessate: aborti, malformazioni congenite, natimortalità o morti inattese, soprattutto quando associati a calo produttivo o ad altri segni clinici compatibili. La presenza di tali segni non è specifica per SHAV e richiede la valutazione clinica e diagnostica differenziale da parte del medico veterinario. In presenza di quadri compatibili i Servizi veterinari, in raccordo con gli IIZZSS e secondo le indicazioni tecniche del CESME, effettueranno approfondimenti diagnostici per raccogliere le informazioni epidemiologiche essenziali, incluse la specie, la consistenza dei soggetti interessati, la sede e la data di insorgenza, i segni osservati, gli esiti riproduttivi e l’andamento produttivo.