CN Aprile 2017 - L’intervento del Presidente CUP Marina Calderone

19/04/2017
.

Al Convegno “Prospettive per i diversi profili della professione veterinaria” organizzato in occasione dei lavori del CN dello scorso Aprile 2017 era presente anche Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro nonché, e per il terzo mandato consecutivo, presidente del Comitato Unitario degli ordini e dei collegi professionali (CUP).
Il Convegno, che ha offerto lo spunto per presentare la nuova indagine commissionata dalla FNOVI a Nomisma con l’obiettivo di declinare “le prospettive economiche per i diversi profili della professione veterinaria”, si è aperto con la proiezione di un video girato a Perugia che raccoglieva le testimonianze dell’impatto con il mondo del lavoro di alcuni giovani medici veterinari e da questo filmato ha preso spunto l’intervento della illustre ospite che ha ricordato a tutti i presenti la responsabilità, quali esponenti apicali della professione di riferimento, di non deludere le aspettative dei giovani professionisti. Tutto il mondo delle professioni, e non solo quelle ordinistiche, sta vivendo un momento di profonda trasformazione aprendosi ad un costruttivo confronto con le criticità del mondo del lavoro italiano e da questa considerazione Marina Calderone è partita per sviluppare un intervento che è stato molto apprezzato dalla sala.

Numerosi gli aspetti affrontati, tra questi il decremento generale registratosi sui redditi professionali e la necessità di ragionare in un binomio tra ‘regole’ e ‘concorrenza’; la liberalizzazione alla quale si assiste a livello europeo dove, a fronte della circoscrizione delle competenze, si assiste all’apertura in favore di nuovi profili che non hanno il nostro sistema di regole e di garanzie; l’esame delle dinamiche che stanno caratterizzando il mondo delle professioni portando a testimonianza l’attenzione che si sta sviluppando intorno al tema del ‘differenziale salariale di genere’ e del suo impatto anche sul circuito professionale e non solo nell’ambito del rapporto di lavoro dipendente.
Un accenno quindi alla necessità di costruire un sistema di welfare che sia in grado di poter far si che il mercato del lavoro professionale sia un mercato del lavoro delle opportunità e non delle disuguaglianze.
L’intervento si è caratterizzato per la condivisone di una serie di riflessioni che avevano lo scopo di far comprendere che le categorie professionali non sono da sole all’interno del mondo del lavoro e che devono riscoprire l’importanza di lavorare per fare in modo che i percorsi siano quanto più condivisi. Il CUP ha proprio la finalità di mettere in relazione le categorie, e soprattutto di rappresentare una voce unica del mondo professionale nei confronti di tutti gli interlocutori politici ed istituzionali che molto spesso invece vedono i professionisti divisi tra di loro quando si affrontano le singole questioni.
Marina Calderone ha inoltre espresso il suo apprezzamento per i progetti messi in campo dalla Federazione, primo fra tutti quello sul ‘veterinario aziendale’. A proposito dei lavori del CN dedicati alla revisione del Codice Deontologico, ne ha sottolineato il valore come strumento per vincere l’aggressione sul mercato, che si realizza a cura di “professioni emergenti”, oltre che con le competenze anche rimarcando l’importanza del rispetto delle regole, dell’etica e della deontologia professionale.
Ripartendo da filmato proiettato che accennava alle problematiche del precariato nel pubblico impiego che registra il blocco delle assunzioni e delle regolarizzazioni, e che vede professionisti di alto spessore professionale perennemente impiegati con contratti flessibili o con forme collaterali al lavoro subordinato la Calderone ha sostenuto che “se è vero che l’importante è puntare sul ruolo della medicina veterinaria o, comunque, della salute in generale, è anche altrettanto vero che è importante dare continuità alle strutture pubbliche attraverso anche lo sblocco delle assunzioni e quindi la stabilizzazione di quelle figure professionali che sono necessarie per il funzionamento di quelle strutture. Noi dobbiamo andare a combattere quelle situazioni in cui a fronte di un organico necessario di dieci unità, magari ne andiamo a trovare cento, duecento, trecento … ma non dobbiamo invece aver paura di strutturare un sistema del lavoro all’interno del quale anche la pubblica amministrazione, il pubblico impiego, possa avvalersi delle giuste professionalità dandogli adeguate esperienze, adeguate competenze e, soprattutto, adeguate responsabilità”.
Il futuro dei giovani passa anche attraverso la consapevolezza di non dover vivere di contratti precari e di aspettative che spesso poi non si traducono, in tempi più o meno brevi, in reali occasioni lavorative. Questo è un tema esistenziale per il mondo delle professioni – ha quindi sottolineato – perché tanti giovani guardano a noi pensando che la professione sia il modo anche per esercitare quella funzione ‘libera’ che è poi insita nel termine ‘liberi professionisti’: la libertà di arbitrio, la libertà di scelta”.
Un cenno infine alla problematica dell’equo compenso del professionista, importante tema all’attenzione del CUP: se è vero che la carta costituzionale è un punto di riferimento per tutti i lavoratori italiani, non può farsi differenza tra autonomi o dipendenti. Gli articoli 35 (che raccomanda l’esistenza libera e dignitosa del cittadino attraverso il lavoro) e 36 (sull’equa retribuzione) della costituzione sono sicuramente anche patrimonio dei professionisti italiani. Questo non vuol dire rivendicare delle tariffe ma vuol dire cercare di proteggere non solo la qualità della prestazione professionale, ma vuol dire anche tutelare i cittadini da prestazioni di basso profilo rese da soggetti che non hanno adeguata competenza professionale e che sulla logica del prezzo pensano di fare concorrenza.
Ascolta per intero l’intervento (prima, seconda e terza parte).

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI