FNOVI sulle lauree professionalizzanti

Sole24 ore annuncia “le lauree professionalizzanti spalancano le porte anche ai paraveterinari”. MIUR e CUN annunciano l’attivazione dei nuovi percorsi
26/12/2018
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L-PXX PROFESSIONI TECNICHE PARAVETERINARIE (a orientamento professionale) con i seguenti sbocchi occupazionali: i laureati nella classe potranno operare con funzioni di tecnico nei laboratori veterinari di analisi chimiche e biochimiche, nei centri di diagnostica isto-citologica o di radiologia veterinaria e di diagnostica per immagini, negli stabulari e nei centri di ricerca in cui sono presenti animali, nelle industrie farmaceutiche, in ambulatori, cliniche, ospedali, con particolare riferimento alle attività relative agli animali da compagnia compresi quelli non convenzionali, contribuendo alla creazione di équipe professionali, nei centri di addestramento e nelle pensioni per animali da compagnia.

L-PXX PROFESSIONI TECNICHE AGRARIE, ALIMENTARI E FORESTALI (a orientamento professionale. Tra gli sbocchi occupazionali nell'ambito della professione di operatore esperto nell’area zootecnica, i laureati potranno operare nei settori delle produzioni primarie animali e nelle filiere dei prodotti di origine animale, nell'ambito della professione di operatore esperto nell’area alimentare, i laureati potranno operare nelle attività di trasformazione di specifiche filiere alimentari, nei sistemi di ristorazione collettiva, commerciale e agrituristica, nelle attività di controllo e approvvigionamento di prodotti alimentari per la GDO e, in generale, nelle strutture deputate al controllo della sicurezza e qualità degli alimenti.

Il riferimento alla Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Veterinari Italiani (FNOVI) che potrà attivare attivare questi corsi in collaborazione con gli Atenei per formare tecnici qualificati non è corretto. FNOVI ritiene che il procedimento adottato da MIUR e CUN non sia corretto e pertanto sia da rigettare. In sanità, ancor più che in altri settori, va effettuata una valutazione dei bisogni, dalla quale deve rilevare la definizione dei profili professionali e il percorso formativo.

In questo caso il procedimento è al contrario: si disegnano percorsi formativi senza occuparsi dei bisogni e dei profili.
Confidiamo che il Ministero della salute sarà a fianco della FNOVI, congiuntamente alla Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari radiologia medica e delle professioni sanitarie e tecniche della riabilitazione e della prevenzione, ad evitare situazioni di abusi di professione.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI