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Professioni sanitarie, certificazione delle competenze e riordino degli ordini: il testo non richiama la medicina veterinaria

12/10/2026
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Il disegno di legge A.C. 2700-A, recante la delega al Governo in materia di professioni sanitarie e di responsabilità professionale, approda all’esame dell’Aula della Camera con l’obiettivo di aggiornare la disciplina del settore, rafforzare le tutele per gli operatori sanitari e valorizzarne le competenze. Il provvedimento si articola in tre capi e undici articoli, che intervengono sulla responsabilità professionale, sulla formazione, sull’organizzazione degli ordini e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario.

La delega attribuisce al Governo sei mesi dall’entrata in vigore della legge per adottare i decreti legislativi attuativi, con la possibilità di una proroga di tre mesi per acquisire i pareri parlamentari. Sono inoltre previsti decreti correttivi entro diciotto mesi dall’entrata in vigore dei decreti principali, nel rispetto delle competenze regionali e delle autonomie speciali.

Due interventi risultano di particolare interesse: la promozione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze e la revisione della disciplina degli Ordini professionali e delle relative Federazioni nazionali.

L’articolo 4, comma 1, lettera b), promuove l’istituzione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze specifico per il settore sanitario, finalizzato a valorizzare l’esperienza professionale e le competenze acquisite dagli operatori. Secondo la documentazione parlamentare, il sistema sarà definito dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), anche attraverso il confronto con le istituzioni nazionali e territoriali competenti.

L’articolo 6, invece, delega il Governo a rivedere la disciplina degli ordini delle professioni sanitarie, prevedendo correttivi relativi alle competenze degli organi e alla scadenza dei mandati, nonché misure volte a valorizzare il ruolo degli ordini quali organi sussidiari dello Stato. Il testo contempla inoltre disposizioni specifiche sull’organizzazione e sulle modalità di voto del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi.

FNOVI – come peraltro già evidenziato - rileva l’assenza di riferimenti espliciti alla professione del medico veterinario e non solo nelle disposizioni citate. Non emergono neppure richiami impliciti specifici che consentano di individuare nella medicina veterinaria una destinataria espressamente considerata delle misure di certificazione delle competenze o di revisione ordinistica. In particolare, benché il provvedimento promuova l’approccio One Health, fondato sull’integrazione tra salute umana, animale e ambientale, tale richiamo non si traduce, negli articoli 4 e 6, in criteri direttivi specificamente riferiti ai medici veterinari.

Resta quindi da chiarire, nella fase attuativa della delega, se e in quale misura i futuri decreti legislativi ricomprenderanno anche le competenze professionali veterinarie e le esigenze ordinistiche della categoria, considerato il ruolo della medicina veterinaria nella tutela della salute pubblica e nell’approccio integrato One Health.

(Fonte: quotidianosanita.it)


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