
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il regolamento di riordino della professione di biologo, presentato dal Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, recependo i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari. La formulazione definitiva accoglie un principio fondamentale: la definizione delle attività professionali dei biologi deve rispettare le competenze e le attribuzioni che la normativa vigente riconosce alle altre professioni. Un risultato importante per garantire chiarezza nei rispettivi ambiti di attività e tutelare la qualità delle prestazioni a beneficio della collettività.
In questo percorso si inserisce anche il contributo della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI), che ha affiancato la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF), la Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) e la Federazione Nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) nel confronto istituzionale sul provvedimento, seguendo da vicino l’intero iter normativo, contribuendo al confronto istituzionale con osservazioni tecniche, proposte di modifica e approfondimenti di carattere giuridico.
La partecipazione di FNOVI testimonia l’importanza di un’azione condivisa tra le professioni regolamentate, affinché il riordino delle singole categorie non determini sovrapposizioni o indebite estensioni delle competenze. Tra gli elementi più significativi del testo figura l’introduzione del nuovo comma 3 all’articolo 31, che attribuisce all’elenco delle attività professionali dei biologi un valore ricognitivo delle mansioni già riconosciute. Le attività dovranno essere svolte nell’ambito delle competenze proprie della disciplina biologica, senza pregiudicare le attribuzioni riservate dalla legge alle altre professioni. Si tratta di un passaggio importante per assicurare una lettura coerente del sistema ordinistico: la presenza di ambiti di attività contigui non determina, di per sé, l’identità delle competenze né annulla le differenze tra percorsi formativi, qualificazioni e responsabilità professionali.
Il principio assume particolare rilievo anche per la professione veterinaria, le cui competenze sono essenziali per la tutela della salute animale, la sanità pubblica veterinaria, la sicurezza alimentare e la prevenzione dei rischi lungo la filiera agroalimentare. In questi ambiti, la collaborazione interdisciplinare è indispensabile, ma deve fondarsi sul riconoscimento delle specifiche qualificazioni, delle responsabilità e delle attribuzioni professionali. Il confronto tra le organizzazioni rappresentative delle professioni sanitarie - che hanno sostenuto l’esigenza di una formulazione normativa chiara e rispettosa dell’assetto delle professioni regolamentate - ha rafforzato l’esigenza di un quadro normativo riguardoso delle competenze esistenti. Il risultato conferma che la collaborazione tra professioni non richiede l’indebolimento delle rispettive identità, ma si fonda sulla complementarità delle conoscenze e sulla chiarezza dei ruoli.
Per FNOVI, come per le altre professioni coinvolte, il rispetto delle competenze costituisce una garanzia per i cittadini e per l’efficacia del sistema di prevenzione e tutela della salute. La corretta applicazione del regolamento sarà ora fondamentale per tradurre i principi riconosciuti dal provvedimento in prassi operative coerenti con il quadro normativo vigente. "Riconoscere e tutelare le specificità professionali - ha commentato il Presidente FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio - significa valorizzare le competenze scientifiche e garantire prestazioni qualificate, nell’interesse della collettività".