Autoprescrizione
La nota del Ministero della Salute del 16/06/2011, avente come oggetto: " Quesito in merito all'autoprescrizione di farmaci da parte del veterinario" stabilisce che il veterinario può autoprescriversi un quantitativo minimo di farmaci anche ad uso umano solo per l'utilizzo immediato. Cosa deve intendersi per "quantitativo minimo" e per "solo per l'utilizzo immediato"? Può essere dispensata una sola confezione per ogni farmaco autoprescritto o è possibile consegnarne più di una? Se è possibile consegnarne più di una chi valuta se il numero di confezioni di uno stesso medicinale che il medico veterinario si è autoprescritto superi il "quantitativo minimo e per solo per l'utilizzo immediato".
In poche parole il farmacista deve consegnare il numero di confezioni (qualunque esso sia) di uno stesso medicinale per uso umano che il medico veterinario si è autoprescritto oppure ci sono limitazioni (ad es. non più di una scatola)?
L'autoprescrizione é finalizzata all'uso contingente. Il medico veterinario potrà pertanto autoprescriversi solo i medicinali da utilizzarsi per il caso clinico che giustifica l'autoprescrizione e nelle quantità strettamente necessarie alla sua esecuzione. É responsabilità del medico veterinario definire tali parametri all'atto della redazione della ricetta, mentre l'unico onere a carico del farmacista è verificare che i dati inseriti nella ricetta rispettino il dispositivo di legge sia riguardo gli aspetti formali e sia relativamente ai quantitativi autoprescritti (autoprescrizione di medicinali stupefacenti di cui alla Tab. dei medicinali sez. A. In questo caso una prescrizione oltre i 30 giorni di terapia non può essere spedita dal farmacista).