Gestione canile
Se si prescrive con RNRTC a un canile rifugio municipale, gestito da una associazione, un quantitativo esagerato di flaconi di antibiotico da 250 ml anche per animali DPA(bovini-ovini-suini-cani-gatti) e diverse confezioni di Noromectin® per bovini/suini e non viene sulla ricetta identificato a quali e quanti animali deve essere fatta la terapia e per quanto tempo,ne se trattasi di scorte proprie o dell'impianto e tenendo presente che il canile non è autorizzato alla detenzione delle scorte e non è in possesso del registro dei trattamenti ; si viene a chiedere: se non vi è evidente traccia, sull'uso che è stato fatto, di quei farmaci nel canile, in quanto non più presenti; a)quali responsabilità , se del caso, sono in capo al veterinario che ha redatto quella ricetta totalmente incompleta; b)a quali responsabilità e/o sanzioni (se del caso) sono in capo al veterinario responsabile del canile (responsabile sanitario, che comunque non ha prescritto quella ricetta redatta da altro veterinario) e al responsabile che gestisce il canile?
A raffronto di una situazione che sia per l’uso in deroga difficilmente giustificabile in una percentuale così alta di casistiche, sia per le quantità prescritte, descrive l’evidenza di un utilizzo a sproposito del farmaco veterinario, la fattispecie descritta non trova applicabile nemmeno una sanzione.
Infatti non esiste la sanzione per l’errata compilazione della ricetta, non esiste la sanzione per chi, non avendo la scorta, non è tenuto a scaricare i farmaci in confezioni autorizzate anche o esclusivamente per animali destinati alla produzione di alimenti per l'uomo, non esiste la sanzione per il mancato possesso della scorta.
Difficile anche l’applicazione della sanzione relativa all’articolo 10 cercando di capire perché sia stato usato il Noromectin® invece del Filarive® in compresse o altro farmaco antiparassitario registrato per cani in assenza di una diagnosi scritta e documentata che possa confutare l’uso in deroga.