Ma chi governa l’ECM?

04/04/2007
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Come è noto la sede del dibattito è oggi trasferita nell’ambito della Commissione Paritetica Stato Regioni. Dopo tanto parlare di alleanze fondate sull’autonomia e responsabilità dei professionisti, sul ruolo terzo di garanzia degli Ordini Professionali, quale Enti ausiliari dello Stato, di una visione forte e unitaria sul territorio nazionale dei servizi di tutela della salute abbiamo registrato resistenze irrisolte immolate sul tavolo del conflitto tra lo Stato le Regioni. Sul tema abbiamo condiviso con le altre professioni della salute un documento coerente con i principi che sottendono la formazione continua.

Sul tema abbiamo condiviso con le altre professioni della salute un documento coerente con i principi che sottendono la formazione continua, che disegna un modello di governo della Formazione Permanente in sanità, senza il quale, l’ECM rischia di perpetuare conflitti e velleitarie culture di dominanza politica e tecnocratica sull’autonomia e responsabilità delle professioni.
Come è noto la sede del dibattito è oggi trasferita nell’ambito della Commissione Paritetica Stato Regioni; in quella sede le professioni della salute hanno posto alcune questioni critiche dell’ECM tra le quali il modello di governo dell’intero sistema a livello nazionale, regionale e aziendale.
Dopo tanto parlare di alleanze fondate sull’autonomia e responsabilità dei professionisti, sul ruolo terzo di garanzia degli Ordini Professionali, quale Enti ausiliari dello Stato, di una visione forte e unitaria sul territorio nazionale dei servizi di tutela della salute abbiamo registrato resistenze irrisolte immolate sul tavolo del conflitto tra lo Stato le Regioni.
Le Regioni, come è facilmente intuibile hanno tutto l’interesse a controllare ed acquisire la gestione complessiva della partita della salute e con essa l’ECM; importanti elementi gestionali e di progressioni delle carriere derivano da questo, inoltre non si può sottacere che il sistema porta con se e traina sensibili interessi economici.
L’intero sistema nel tempo è stato di fatto sottratto nell’operatività e nei poteri alla Commissione Nazionale ECM per confluire nella Conferenza Stato – Regioni o meglio nel Coordinamento tecnico della conferenza Stato – Regioni, nelle mani cioè di una tecnocrazia preparata e competente, ma poco disposta a confrontarsi con un modello fondato sulla diretta partecipazione nell’attività di indirizzo e governo dei professionisti.
E le Regioni hanno creato sistemi di educazione continua sempre più bizzarri non curandosi neppure di limitare il proprio raggio d’azione a livello locale. E’ il caso di progetti di formazione a distanza (FAD) che hanno connotazioni assolutamente commerciali, proposti da venditori porta a porta, dai quali la FNOVI prende le distanze.
Nel merito la stessa Commissione Nazionale ECM nell’ultima riunione, ha posto l’accento su questi percorsi che sono da collocarsi fuori dagli Accordi stipulati tra lo Stato e le Regioni in materia di ECM.
La cosa più grave risulta però essere la ricaduta di queste iniziative su Regioni che si trovano, loro malgrado, a dover subire senza alcuna preliminare condivisione queste libere “interpretazioni”.
E’ appena il caso di ricordare che ad oggi i progetti FAD approvati dal Ministero in forma sperimentale per la medicina veterinaria sono solo quelli di SCIVAC – Università di Torino e Le Point Veterinarie Italie (PVI) – FIASO – Università di Milano – ASL Città di Milano – IZS Lombardia ed Emilia ; nel corso della sperimentazione i progetti devono essere gratuiti e di libero accesso a tutti i medici veterinari.
L’attuale situazione denuncia in maniera clamorosa, semmai ve ne fosse bisogno, la debolezza di un sistema che, strattonato da Stato e Regioni, si è dimenticato dei destinatari, trattandoli come semplici utilizzatori di regole fatte da altri, meri esecutori di scelte ed indirizzi veicolati da interessi che non sono dei professionisti.
La formazione continua dei professionisti della salute deve ritornare nelle loro mani. Se il percorso non cambierà è vicino il disimpegno di tutte le professioni della salute e della FNOVI.

Fonte: 
Presidente Gaetano Penocchio
FNOVI!
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