Due proposte di legge su "tutela degli animali"

28/04/2010
.

Sono state recentemente presentate al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia due proposte di legge per modificare la Legge regionale 39/90.
I testi di entrambe - la N. 111 "Norme a tutela degli animali "  dei consiglieri Razzini, De Mattia, Franz, Narduzzi, Piccin, Picco e la  N. 107 dei consiglieri Novelli, Dal Mas, Venier Romano "Norme a tutela degli animali da compagnia" - presentano non solo articoli incoerenti con le premesse, che dichiarano di voler aumentare la tutela degli animali da compagnia allineando la normativa con l'orientamento europeo che riconosce gli animali quali esseri senzienti, ma anche altri che non possono essere condivisi dalla professione.
La stesura dei testi non ha coinvolto gli Ordini del Friuli Venezia Giulia che stanno preparando una nota congiunta con le osservazioni sulle criticità delle due PDL  da inviare ai rispettivi relatori. Pubblichiamo il testo integrale del comunicato predisposto dall' Ordine di Udine in merito alla PDL 107.

"Forti dubbi e perplessità vengono sollevati dall'Ordine dei Veterinari della Provincia di Udine in merito alle preannunciate 'guardie giurate zoofile' e ronde animaliste.
Nel corso del Consiglio, tenutosi nella sede cittadina, il presidente Renato Del Savio ha definito azzardata la proposta, ponendo sul terreno alcuni quesiti: "Chi dovrebbe attestare la sensibilità zoofila?; come certificare la conoscenza sul campo? Con che titolo comminerebbero le fantomatiche sanzioni?", una serie di domande che "fanno trapelare la boutade dell'iniziativa".
Si è poi passati a discutere gli aspetti cruciali della riforma del settore, ovvero il disegno di legge dei consiglieri regionali Roberto Novelli, Franco Dal Mas, Giorgio Venier Romano, sono stati analizzati dal presidente e dal vicepresidente, Stefano Brisinello, responsabile veterinario dell'Ass 4.
Pur plaudendo all'iniziativa di legge, per quanto riguarda soprattutto gli articoli sulla banca dati regionale, sul ruolo degli animali come detentori di diritti , sul divieto di togliere i cuccioli dalla madre prima del 61esimo giorno d'età, l'Ordine rileva alcune osservazioni che dovranno essere oggetto di un incontro chiesto dalla categoria ai politici regionali, per dare la meritata dignità che una società civile e moderna deve riconoscere agli animali. "L'obiettivo deve essere quello di produrre il miglior testo possibile", affermano. Ed per questo che si deve discutere nel merito di alcuni passaggi. "Si dice che i veterinari sono obbligati a verificare la presenza del microchip.Ma i veterinari lo stanno già facendo. Il nodo si potrebbe sciogliere inserendo per legge l'obbligo in capo ai Vigili urbani, come del resto - sottolinea Brisinello- già previsto dall'ordinanza ministeriale del 6 agosto 2008, di controllare se i cani sono dotati di microchip. "E' necessario un serio monitoraggio del territorio: i Vigili potrebbero utilizzare i lettori di microchip per controllare i cani e sanzionare quanti sono sprovvisti di chippatura", sostengono Del Savio e Brisinello. Barricate alzate più che mai sull'ipotesi contenuta nel testo di legge secondo cui le vaccinazioni e la provenienza dei cani vengano autocertificate dai commercianti. "E' un grave errore, anche perché gli aspetti sanitari devono essere certificati esclusivamente da un medico veterinario; mentre per la provenienza basta introdurre per legge l'obbligo del passaporto per portare trasparenza e chiarezza e contrastare il diffusissimo fenomeno dei traffici clandestini e degli altrettanti rifornimenti illeciti alla rete vendita degli animali da affezione, soprattutto cani". Il messaggio forte oggetto della campagna di sensibilizzazione rivolta dall'Ordine ai cittadini suona così: "Esigete che i cani abbiano il microchip; massima attenzione, pertanto, a dove lo comprate, e ricordatevi: mai acquistarlo senza il dispositivo", esortano Del Savio e Brisinello, dal momento che i traffici clandestini si contrastano a partire dal singolo. "L'unica garanzia di tracciabilità, e quindi di provenienza dell'animale, è il microchip". Relativamente al capitolo sulle colone feline trattato nel testo di legge, l'Ordine espone la sua posizione: "La responsabilità dei censimenti delle colonie deve restare ancorata saldamente alle Aziende sanitarie e non essere trasferita ai Comuni che potrebbero anche, come già succede, evitare i censimenti. E su questi punti si devono chiarire anche le modalità delle convezioni con i veterinari". Alla luce di queste osservazioni, l'Ordine chiede l'apertura di un tavolo di trattativa con la Regione. "Vogliamo che la legge cambi effettivamente in meglio la sanità veterinaria e dia un colpo secco al dilagante traffico di cuccioli"".

Fonte: 
Ufficio Stampa
FNOVI!
iscriviti alla newsletter di