Ribadite le competenze veterinarie in materia di anagrafe equina
Ribadite le competenze veterinarie in materia di anagrafe equina

La FNOVI reagisce ai contenuti espressi dal Direttore Generale dell’Associazione Italiana Allevatori (AIA), Dr. Paolo Scrocchi, in risposta al quesito dell'APA di Pesaro avente per oggetto “informazione su smarrimento passaporti” ed espone le proprie considerazioni in una nota indirizzata al Ministero della Salute e al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
Questi i fatti. Alla richiesta di conoscere quali siano le competenze idonee a certificare, su richiesta del proprietario, il mantenimento dei requisiti sanitari quale animale DPA di un equide per il quale si fosse smarrita la documentazione di identificazione, si mette in dubbio che siano quelle veterinarie.
Nella nota contestata si legge infatti che “... in ogni caso manca, allo stato, qualunque linea guida che indichi quale autorità debba valutare la dimostrazione richiesta al detentore/proprietario, ovvero i requisiti per tale dimostrazione”.
La FNOVI – pur riconoscendo che “una materia così complessa quale l'anagrafe equina, nel regolamentare le fattispecie elencate dal DM 29/12/2009, necessita di linee guida espresse in un manuale operativo” – ha sottolineato che “non pare affatto evidente che ci sia il bisogno di indicare quale sia l'attore, non principale ma unico, della valutazione sanitaria degli animali, sia essa intesa quale sicurezza alimentare, sanità o benessere, e quale sia la sua appartenenza. Non si capisce infatti quale altra competenza se non quella della Sanità pubblica veterinaria sia come dipendente pubblico che come libero professionista se nelle vesti di veterinario aziendale, possa essere chiamata in causa”.
I dubbi in materia avanzati da AIA preoccupano anche in relazione alle linee guida attualmente ancora in fase di elaborazione e “questa preoccupazione spinge la FNOVI ad insistere nella richiesta peraltro già avanzata in altre occasioni, di essere coinvolta attivamente al relativo tavolo tecnico quale espressione di tutte le competenze della professione veterinaria senza le quali, come ampiamente dimostrato fin dall'emanazione del primo DM, nessuna anagrafe degli equidi si sarebbe potuta sviluppare e senza le quali nessuna futura anagrafe potrà essere funzionale agli obiettivi di sanità indicati dal DM 29/12/2009”.