Mozzarella blu e il ruolo dei servizi veterinari

28/06/2010
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Il ministro alla Salute Ferruccio Fazio ha rassicurato i consumatori: in Italia abbiamo sempre maggiore sicurezza sui controlli alimentari, oggi la filiera è controllata in maniera ottimale. Ha ragione. Se c’è un insegnamento che possiamo trarre dalla vicenda di questi giorni delle “mozzarelle blu” è che il sistema dei controlli, come sempre, regge ed è in grado di bloccare, al minimo segnale di allarme, il prodotto che presenta irregolarità. È un lavoro che richiede un impegno rilevante. In questi giorni i i servizi veterinari che vigilano sulla sicurezza degli alimenti – oltre ai Sian – stanno lavorando a pieno regime nell’intercettare, rintracciare, campionare, analizzare e sequestrare tutte le partite di prodotto a rischio. Un lavoro imponente e straordinario che si affianca a quello ordinario e quotidiano che permette il controllo costante del cibo che finisce sulle nostre tavole.
Pubblichiamo una riflessione del collega  Roberto Poggiani.

«IL MINISTRO FAZIO HA RAGIONE: IL SISTEMA DEI CONTROLLI FUNZIONA. MA VA RICONOSCIUTO IL RUOLO DEI SERVIZI VETERINARI»

una riflessione di Roberto Poggiani 

Il ministro alla Salute Ferruccio Fazio ha rassicurato i consumatori: in Italia abbiamo sempre maggiore sicurezza sui controlli alimentari, oggi la filiera è controllata in maniera ottimale. Ha ragione. Se c’è un insegnamento che possiamo trarre dalla vicenda di questi giorni delle “mozzarelle blu” è che il sistema dei controlli, come sempre, regge ed è in grado di bloccare, al minimo segnale di allarme, il prodotto che presenta irregolarità. È un lavoro che richiede un impegno rilevante. In questi giorni i i servizi veterinari che vigilano sulla sicurezza degli alimenti – oltre ai Sian – stanno lavorando a pieno regime nell’intercettare, rintracciare, campionare, analizzare e sequestrare tutte le partite di prodotto a rischio. Un lavoro imponente e straordinario che si affianca a quello ordinario e quotidiano che permette il controllo costante del cibo che finisce sulle nostre tavole. Ricordiamo, per inciso, che la veterinaria pubblica non si occupa solo di sicurezza alimentare, ma anche di sanità e benessere animale. Ebbene, quando il ministro Fazio parla di controlli sulla filiera svolti in modo ottimale evidentemente parla dei controlli che il personale dei dipartimenti di prevenzione delle Asl fa ogni giorno. Perché sentiamo la necessità di sottolinearlo? In fondo è il compito istituzionale cui i veterinari pubblici e il personale dei Sian sono chiamati per legge, si dirà. È presto detto. Perché abbiamo la sensazione (e non è una sensazione nuova!) che questa mole di lavoro di tutela e garanzia che è il nostro lavoro quotidiano non sia per nulla riconosciuto. Se persino il ministro della Salute – il “nostro” ministro! – sembra ignorare come funziona il sistema dei controlli sanitari sugli alimenti allora vuol dire che c’è qualcosa che non va nella capacità di comunicare il nostro lavoro. A partire dalle Asl per finire proprio al ministero. Forse da questo punto di vista avrebbero, sì, molto da insegnarci i Nas che hanno una formidabile macchina comunicativa che valorizza ed esalta qualsiasi operazione facciano. La vicenda delle “mozzarelle blu” è un chiaro esempio di quanto stiamo dicendo. Il ministro Fazio parla di una tonnellata di prodotto sequestrata dai Nas. Senza nulla togliere ai carabinieri per la tutela della salute, facciamo un invito a Fazio: perché non viene anche un solo giorno nei servizi veterinari e rimane a fianco di uno di noi? Venga in Veneto dove ci sono le grandi piattaforme distributive di Eurospin e Lidl! Se lo facesse si accorgerebbe che a fare i sequestri, ad andare nei grandi punti distribuzione delle mozzarelle tedesche, a controllare i supermercati è per la maggior parte il personale sanitario. Certo ognuno ha un ruolo rilevante nel proprio campo e con le proprie specificità. Ma perché allora il nostro viene sempre misconosciuto? Non nascondiamo a questo punto che ci è nato un grande timore. Che è quello che esista un disegno che mira a “rottamare” i servizi di prevenzione, trasferendo le competenza della sanità all’agricoltura ed esaltando, da una parte l’autocontrollo dei produttori, e, dall’altra le operazioni mediatiche una tantum dei militari. Ministro, se questo è il disegno, le chiediamo: chi garantirà ogni giorno “il controllo ottimale della filiera”? Ci pensi prima che sia troppo tardi. La sicurezza alimentare è un argomento con cui non si scherza.

Fonte: 
Ufficio Stampa
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