Il logo del biologico riapre la discussione in merito al ruolo veterinario e al farmaco

10/09/2010
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Nel corso del recente confronto sulle problematiche inerenti all'apicoltura che si è svolto tra la FNOVI e il Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, Gaetana Ferri, è emersa la necessità che la veterinaria pensi responsabilmente ad occuparsi del settore Biologico che dal 1° luglio ha un nuovo logo europeo, e di cui l'allevamento delle api è solo uno dei diversi produttori di alimenti di origine animale.

Nell'ambito delle Produzioni Biologiche e delle esigenze ecocompatibili è possibile elaborare e realizzare progetti di sviluppo sostenibile per produzioni agro alimentari che trovano il consenso di produttori, consumatori e di un’opinione pubblica più attenta ai problemi emergenti. Si tratta di aspetti rilevanti sia per quanto riguarda la Professione Veterinaria che per la sicurezza e la qualità alimentare.
Questa nicchia del settore agro alimentare esprime la crescente esigenza di una maggiore consapevolezza sulle dinamiche socio culturali, ambientali ed economiche del sistema produttivo di cui l'alimentazione è un fondamento imprescindibile e da cui dipende drammaticamente il grado di salute sociale.
Sul piano professionale, nonostante possa costituire uno sbocco occupazionale emergente, manca ancora di considerazione lo strumento terapeutico principale per il sostegno della zootecnia biologica. In tal senso è necessario un adeguamento dell'attuale impianto normativo tale da comprendere le reali esigenze della professione: Le MNC sono un atto medico veterinario e non rappresentano un problema per i residui chimici negli alimenti di origine animale garantendo in tal senso un’assoluta sicurezza sanitaria per l'uomo (residuo zero -tempi di sospensione zero giorni) tali da essere indicati come terapie preferenziali nella normativa CE per le produzioni biologiche (Documento 391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99, Regolamento CE 834/2007). 
Senza entrare nel merito dei vuoti Istituzionali e politici che riguardano l'iter per la regolamentazione nazionale delle Medicine Non Convenzionali (CAM), La FNOVI, nell'ambito delle proprie competenze, ha inoltrato alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario le proprie considerazioni per ciò che riguarda l'attuale normativa (D.L.193/06) con particolare riferimento alla prescrizione in deroga dei medicinali omeopatici veterinari piuttosto che ad un’attenta valutazione dei principi propri dell'epistemologia omeopatica così come indicato dalla Direttiva CE 28/2004 art. 19 comma 2.
Affinché i veterinari possano garantire adeguati standard di benessere animale attraverso gli strumenti terapeutici indicati dalle normative quali preferenziali per la sicurezza e la qualità degli alimenti Biologici, è necessario che in tutti gli ambiti istituzionali e scientifici si apra un confronto costruttivo per regolamentare uno sviluppo condiviso e sostenibile di attività produttive emergenti.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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